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Potrebbe esservi la mano del Daesh (Isis) dietro l’attentato di oggi presso una moschea di Abha, in Arabia Saudita, dove un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo dieci agenti della polizia antiterrorismo e tre impiegati della struttura religiosa: al momento non sono ancora giunte rivendicazioni, ma il mese scorso in una retata condotta dalle autorità di Riad sono stati arrestati 431 jihadisti riconducibili allo Stato Islamico, per cui quella di oggi potrebbe essere stata la risposta. L’Arabia Saudita è inoltre impegnata con i propri caccia nella coalizione anti-Isis a guida Usa.
Già in maggio vi erano stati due attacchi simili rivendicati dal Daesh: il 22 un kamikaze si era fatto esplodere durante la preghiera del venerdì in una moschea sciita nel villaggio di al-Qadeeh nel governatorato di Qatif, uccidendo una ventina di fedeli; il 29 ad essere colpita è stata la moschea di al-Damman, dove sono morte quattro persone.

