di Giuseppe Gagliano –

Gli Stati Uniti hanno autorizzato una possibile vendita all’Arabia Saudita di sistemi di guida per razzi del valore massimo di 1,96 miliardi di dollari, rafforzando il sostegno militare a Riad in una fase di rinnovata instabilità nello Yemen. Il pacchetto comprende 20.000 kit di guida destinati a trasformare razzi convenzionali da 70 millimetri in munizioni di precisione, più economiche rispetto ai tradizionali missili guidati e particolarmente adatte al contrasto di droni, postazioni mobili e piccoli obiettivi tattici.

La decisione arriva dopo il bombardamento dell’aeroporto internazionale di Sana’a, avvenuto durante un tentativo di impedire l’atterraggio di un velivolo iraniano. Secondo fonti statunitensi, l’operazione sarebbe stata condotta dalle forze saudite con il sostegno politico dell’amministrazione Trump, segnando un ulteriore deterioramento della tregua informale che dal 2022 aveva ridotto l’intensità del conflitto con gli Houthi.

La nuova fornitura punta a riequilibrare il rapporto tra il basso costo dei droni e dei missili impiegati dagli Houthi e gli elevati costi sostenuti dall’Arabia Saudita per la difesa aerea. L’elevato numero di sistemi autorizzati lascia intendere la preparazione a un eventuale confronto prolungato, caratterizzato da attacchi ripetuti contro infrastrutture e obiettivi mobili.

Nel frattempo gli Houthi hanno intensificato la pressione militare, rivendicando attacchi con missili e droni contro l’aeroporto saudita di Abha e minacciando di colpire impianti petroliferi, porti e aeroporti qualora Riad ampliasse le proprie operazioni nello Yemen.

La crisi assume così una rilevante dimensione geoeconomica. Oltre alla minaccia sullo Stretto di Hormuz, l’Arabia Saudita deve ora confrontarsi con il rischio di attacchi lungo il Mar Rosso e nella zona di Bab el-Mandeb, dove eventuali azioni degli Houthi potrebbero compromettere rotte energetiche e commerciali strategiche.

L’autorizzazione americana conferma inoltre la centralità del partenariato con Riad nella strategia mediorientale di Washington. La cooperazione militare si inserisce in un quadro più ampio che comprende sicurezza energetica, contenimento dell’influenza iraniana e consolidamento dei rapporti economici tra i due Paesi. Allo stesso tempo, il rafforzamento delle capacità saudite rischia di alimentare una nuova escalation, rendendo sempre più fragile la tregua che aveva limitato il conflitto yemenita negli ultimi anni.