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E’ morto oggi nel carcere di Marcos Paz di Buenos Aires, l’ex dittatore argentino Jorge Videla, di 88 anni, presidente dal 1976 al 1981. Arrivò al potere con un colpo di stato ai danni di Isabelita Perón, il suo governo fu contrassegnato dalle violazioni dei diritti umani e da contrasti con il Cile che per poco non sfociarono in una guerra. È stato condannato a due ergastoli e 50 anni di carcere per vari crimini contro l’umanità, tra i quali l’assassinio e la tortura di 30mila persone.
Alla notizia della morte, il segretario argentino per i Diritti Umani, Martin Fresneda, ha dichiarato comunque che “Lo Stato non deve celebrare la morte di nessuno”, ma “si dedica a far sì che venga fatta giustizia” quando la persona è ancora in vita.
Anche il premio Nobel per la Pace, Adolfo Perez d’Esquivel, ha dichiarato a radio Once Diez che “la morte Jorge Videla non ci deve rallegrare, dato che ha passato la vita a portare danno al popolo argentino e a tutta l’umanità”. Ha inoltre spiegato che “Dobbiamo prendere le cose con serenità e continuare a lavorare per una società migliore, più giusta e umana per tutti, perché tali orrori non si ripetano più”.
“La scomparsa di Videla – ha aggiunto Perez d’Esquivel, non chiude un ciclo: la giustizia deve continuare ad indagare su quanto successe”.
