di Giuliano Bifolchi –
Uomini armati hanno preso d’assalto il quartier generale della polizia ad Erevan, in Armenia, generando panico e preoccupazione per un eventuale tentativo di colpo di Stato, a due giorni da quello della vicina Turchia.
Fonti locali parlano di un morto ed un numero imprecisato di feriti e sembra che il capo della polizia Valery Osipyan sia stato preso in ostaggio.
Il commando ha fatto irruzione nell’edificio in mattinata, prontamente circondato dai tiratori scelti, e le prime notizie indicano la richiesta di rilascio di Jirair Sefilyan, figura politica dell’opposizione armena arrestato alla fine di giugno dopo la scoperta di un complotto per prendere possesso delle strutture e dei siti delle telecomunicazioni, e delle dimissioni dell’attuale presidente Serzh Sargsyan. Hanno preso in ostaggio alcuni poliziotti.
Le autorità armene hanno smentito che sia in corso un golpe, ritenendo che si tratti piuttosto dell’azione di un gruppo isolato; sono in corso i negoziati tra le forze di sicurezza ed il gruppo di uomini asserragliato nel quartier generale della polizia.
Sefilyan, cittadino armeno di origini libanesi, comandante militare ed attivista politico dell’opposizione, è stato arrestato lo scorso 20 giugno a Erevan dalle autorità armene in quanto accusato dell’organizzazione di un colpo di stato. Secondo quanto era stato pubblicato dalla Commissione investigativa armena, l’arresto riguardava in tutto sette persone connesse al colpo di stato a cui è seguita la confisca di un ampio arsenale di armi. In aggiunta, la Commissione dichiarava che il gruppo guidato da Sefilyan aveva pianificato di prendere il controllo delle strutture delle comunicazioni, tra cui anche la torre della televisione di Erevan.
Due settimane prima dell’arresto Sefilyan aveva dichiarato di voler formare un nuovo movimento di opposizione dal nome Commissione di Resistenza Nazionale, etichettando il governo attuale armeno come infido e traditore e sottolineando l’importanza di creare un’alternativa politica che guidasse il paese con il supporto della popolazione e dell’esercito.
Sefilyan è conosciuto in Armenia per aver preso parte alla difesa del quartiere armeno di Beirut durante la Guerra civile libanese ed aver partecipato alla difesa di diversi distretti del Nagorno-Kaarabakh durante il conflitto con la vicina Repubblica dell’Azerbaigian. Nel 2007 era stato arrestato ed accusato di possesso illegale di armi scontando una pena di un anno e mezzo in prigione.
Il 31 gennaio 2015 le forze di polizia unite ad un commando di uomini non identificato aveva bloccato ed assaltato un convoglio di circa 40 automobili guidato da Sefilyan mentre erano in viaggio dall’Armenia verso il Nagorno-Karabakh, sulla superstrada Goris-Stepanakert, vicino Berdzor. Gli uomini a bordo delle automobili facevano parte del gruppo di opposizione politica Founding Parliament (conosciuto in precedenza con il nome di Pre-Parliament) che mirava a cambiare il governo armeno.
La situazione interna in Armenia ha registrato negli ultimi anni diverse tensioni dovute a motivazioni politiche ed economiche. Il 6 dicembre 2015 tramite un referendum costituzionale l’Armenia è passata da essere una Repubblica con sistema semi-presidenziale ad una Repubblica parlamentare grazie al 66,2 per cento dei voti.
L’opposizione politica nazionale ha criticato questo referendum vedendo nel cambiamento della forma di governo la volontà del presidente armeno Serzh Sargsyan di rimanere al potere anche al termine del suo secondo mandato. Diversi membri dell’opposizione hanno denunciato illegalità e frodi elettorali durante il referendum.

