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Scontri a Erevan, in Armenia, dove centinaia di persone hanno manifestato a sostegno di due uomini del gruppo ultranazionalista “Sasna Tsrer” ancora asserragliati in una base della polizia assaltata da un commando di cui facevano parte lo scorso 17 luglio, nel quartiere di Erebuni, prendendo in ostaggio un commissario ed alcuni poliziotti.
Il lancio di oggetti e le conseguenti cariche della polizia hanno portati al ricovero presso i locali ospedali di una sessantina di persone, mentre 165 persone sono state fermate e di queste 26 arrestate.
I sequestratori chiedendo il rilascio del loro leader Jirair Sefilyan, eroe della guerra in Nagorno-Karabakh e arrestato a fine giugno per possesso e trasporto di armi illegali, e le dimissioni del presidente armeno Serj Sargsyan.
La situazione si era stemperata nei giorni scorsi grazie alla mediazione del generale Vitaly Balasanyan, che comunque non aveva comportato l’avvallamento delle richieste, e la maggior parte dei componenti il commando si era arreso.
Nell’attacco alla caserma era rimasto ucciso un poliziotto, Artur Vanoyan, padre di tre figli, e vi erano stati feriti in entrambe le parti: il 27 luglio altri militanti ultranazionalisti avevano sequestrato due medici e due infermieri per assistere i propri feriti.

