di Enrico Oliari –
Le Digos di Varese, Lecco e Milano ed i Ros dei Carabinieri hanno provveduto oggi ad eseguire in Lombardia e in Piemonte sei mandati di custodia cautelare nel quadro di un’operazione volta a contrastare il terrorismo jihadista.
L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari di Milano Manuela Cannavale su richiesta dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dei pm Francesco Cajani ed Enrico Pavone, e riporta il reato di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale”.
Dei sei mandati quattro sono stati portati a termine, mentre due interessano individui che già sono partiti per la Siria o l’Iraq.
A Bulciago, in provincia di Lecco, una coppia di italiani di origine marocchina stava per partire con i figli di 2 e 4 anni per i territori controllati dall’Isis, dove avevano programmato di incontrare Mohamed Koraichi e Alice Brignoli, una coppia sposata, sempre di Bulciago, con due figli di 7 e 4 anni ed un terzo di un anno e mezzo, avuto dall’uomo con una vedova. Brignoli, oggi 39enne, dopo il matrimonio si era convertita all’Islam e la madre di questa aveva denunciato la loro partenza per il Medio Oriente.
I figli della coppia Koraichi – Brignoli sono apparsi in foto sul web in tuta mimetica, armati e con l’indice alzato verso l’alto, segno di un indottrinamento che negli anni potrebbe trasformarli in pericolosi terroristi.
I due arrestati oggi a Lecco sono Abderrahim Moutaharrik e la moglie Salma Bencharki: Moutaharrik era un promettente campione di Kickboxing. Con loro doveva partire un marocchino di 23 anni, fratello di un foreign fighter espulso dall’Italia nel gennaio 2015 con un provvedimento emesso dal ministro dell’Interno per motivi di terrorismo e probabilmente morto negli scontri in corso in Siria.
E’ stato tuttavia il ministro dell’Interno Angelino Alfano a comunicare che gli arrestati “avevano intenzioni molto brutte” e che stavano considerando la possibilità di compiere “attentati o atti violenti in Italia”. Intervenendo a “La Telefonata” su Canale 5 il capo del Viminale ha detto che “In un contesto in cui il rischio zero non esiste la prevenzione ha funzionato”, perché “c’è stata una bella azione di squadra” che ha operato “in base a una legge con noi abbiamo fortemente voluto”.
Gli inquirenti ritengono che in provincia di Varese era stato creato un centro di arruolamento per la jihad, e che coloro che stavano per partire erano stati istruiti per compiere attentati a Roma, in occasione del Giubileo.
Nella seconda foto: Alice Brignoli e Mohamed Koraichi nelle foto pubblicate da L’Espresso.

