di Giuliano Bifolchi –
La Polizia Federale Australiana (AFP) insieme alla polizia locale del Queensland e di News South Wales (NSW) ha condotto una serie di raid nelle città di Sidney e Brisbane con l’obiettivo di contrastare la minaccia terroristica presente sul suolo nazionale australiano.
Il raid avvenuto nella prima mattinata di oggi giovedì 18 settembre 2014, il più grande ed importante condotto nella storia australiana a cui hanno partecipato più di 600 agenti di polizia, è stato organizzato con l’intento di arrestare la minaccia terroristica legata allo Stato Islamico (IS, conosciuto anche come Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) grazie alla perquisizione di una serie di abitazioni.
Secondo quanto espresso dal comunicato della polizia, l’operazione ha permesso l’arresto di diverse persone residenti nell’area nord occidentale di Sidney; le forze dell’ordine non hanno fornito ulteriori informazioni in merito anche se i testimoni hanno riportato ai media di aver assistito all’arresto di più di dieci persone. Sempre alle prime ore della mattina si è svolto il raid delle forze di polizia ai danni di diverse abitazioni ubicate nella zona nord orientale di Brisbane il quale ha prodotto l’arresto di due uomini accusati di terrorismo.
I raid rientrano all’interno della strategia di contrasto e lotta al terrorismo avviata dal Governo australiano che ha visto l’erogazione di fondi pari a 630 milioni di dollari con l’intento di supportare le attività di Intelligence, sicurezza e di polizia.
Tali operazioni sono la conseguenza dell’allarme lanciato meno di una settimana fa dalla Australian Security Intelligence Organisation (ASIO) la quale aveva portato il rischio paese a livello “alto” per quel che riguardava la minaccia terroristica. Tale livello non era stato mai raggiunto negli ultimi 11 anni caratterizzati, dopo l’11 Settembre 2001, dal conflitto in Afghanistan ed Iraq e dalle minacce continute di al-Qaeda contro l’Occidente e contro gli alleati degli Stati Uniti. L’operazione è stata condotta grazie anche a quanto riportato dai media nazionali i quali avevano evidenziato la presenza di un copioso numero di estremisti islamici impegnati a pianificare attacchi sul suolo australiano.
L’ex direttore dell’ASIO, David Irvine, ha dichiarato che attualmente in Australia sono presenti almeno 100 supporters dello Stato Islamico e l’operazione condotta nella mattinata di oggi, la quale ha favorito l’arresto di 15 persone secondo le sue fonti, potrà fornire ulteriori elementi chiave per poter comprendere la minaccia terroristica anche se le stesse forze di sicurezza non hanno una idea chiara e precisa circa il reale pericolo esistente all’interno del paese.
Grazie a quanto avvenuto in mattinata è stato possibile scoprire il piano ideato da Omarjan Azari, supporter dello Stato Islamico, il quale aveva come obiettivo quello di infondere “terrore, shock ed orrore” all’interno della comunità australiana grazie alla decapitazione di un cittadino innocente. Analizzando quanto avvenuto negli ultimi tempi, dopo le decapitazioni dei giornalisti statunitensi James Foley e Steven Sotloff e del cooperante David Haines, opportunamente pubblicizzate e promosse dallo Stato Islamico, è possibile affermare che la strategia del terrore è divenuta un elemento centrale nella lotta che il gruppo guidato da al-Baghdadi sta operando contro l’Occidente.
Tale strategia, che punta principalmente alla sensibilità delle persone, differisce da quella dei grandi attacchi terroristici ed ha favorito l’intervento e l’interesse degli Stati Uniti e del Regno Unito, inizialmente riluttanti ad una azione in Iraq.
La paura degli attacchi terroristici contro obiettivi civili e militari di importanza strategica ha elevato negli ultimi dieci anni il livello di allarme con l’intento di proteggere infrastrutture nazionali importanti e di porre in sicurezza i grandi eventi nazionali, come ad esempio quelli sportivi oppure i Summit politici. Analizzando invece quanto sta avvenendo negli ultimi tempi, facendo riferimento anche a quanto evidenziato ieri dalle autorità finlandesi (La minaccia terroristica arriva fino in Finlandia), è possibile evidenziare come obiettivo attuale dello Stato Islamico e dei suoi supporters siano quelli che potremmo definire soft target rappresentati dalle reti di trasporto, centri commerciali e singoli cittadini.

