Notizie Geopolitiche –

Una cittadina britannica di 48 anni è morta nel suo appartamento di Vomp, a nord di Innsbruck (Austria) a causa di un quadro infettivo virale, dopo essere rientrata dalla Nigeria.

Il direttore sanitario provinciale, Franz Katzgraber, ha riferito che le analisi svolte al Centro virologico di Amburgo hanno dato esito negativo e che quindi non si tratta di un caso di Ebola.

Katzgraber ha precisato che tale procedura era stata avviata “per cercare una diagnosi di esclusione dell’Ebola anche perché la donna era rientrata dalla Nigeria e non si conosceva il suo quadro clinico generale”.

Sul fronte africano c’è da segnalare l’aggravamento dell’emergenza che si mescola alla superstizione popolare e all’instabilità politica: il virus, che in 5 mesi ha ucciso 1145 persone (413 in Liberia, 380 in Guinea, 348 in Sierra leone e 4 in Nigeria, a fronte del milione di morti all’anno per malaria e dei due milioni per tubercolosi), sta provocando una psicosi di massa, tanto che un commando di uomini armati di bastoni ha attaccato a Monrovia, capitale della Liberia, una clinica dove erano ricoverate in regime di isolamento persone contagiate dal virus di Ebola, provocandone la fuga di 29 di loro, ora potenziali agenti contagianti.

Gli aggressori sostenevano che il virus non esiste e hanno accusato il presidente Ellen Johnson Sirleaf di voler guadagnare approfittando dell’emergenza.

Il Kenya ha chiuso le frontiere con Guinea, Liberia e Sierra Leone lasciando accesso solo ai sanitari che, come ha spiegato il ministro della Salute, James Macharia, verranno attentamente esaminati e se necessario introdotti in quarantena.

In Nigeria la situazione più grave è all’ospedale Yaba Mainland di Lagos, dove su 11 persone in isolamento 4 sono morte. A questo si deve aggiungere la gravità della situazione dovuta agli operatori sanitari che sembra stiano disertando il posto di lavoro per paura e uno sciopero del personale medico di sette settimane, al quale il governo ha risposto licenziando 16mila persone.