TMNews, 7 set 12 –
Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha rimproverato oggi l’Azerbaigian per aver accolto con tutti gli onori, e graziato, Ramil Safarov, l’ufficiale azero che nel 2004 in Ungheria assassinò un militare armeno, dopo l’estradizione concessa dalle autorità magiare. “L’atto che ha commesso nel 2004 è stato un crimine per il quale non andrebbe glorificato, perché questo danneggia la fiducia e non contribuisce al processo di pace” in Nagorno Karabakh, ha spiegato Rasmussen in un discorso durante la sua visita a Baku. Ieri nella capitale armena, Erevan, Rasmussen ha usato parole dello stesso tenore. La Nato è direttamente interessata alla questione perché entrambi i militari – Safarov e l’armeno Gurgen Margarian – erano ospiti a Budapest in una struttura della Nato per un corso di formazione.
Safarov, condannato all’ergastolo, è stato estradato la scorsa settimana dall’Ungheria. La decisione di Budapest ha provocato la ferma reazione armena, che ha sospeso le relazioni diplomatiche con il paese dell’Unione europea. All’arrivo a Baku, inoltre, Safarov è stato accolto con tutti gli onori e prontamente graziato dal presidente Ilham Aliev. L’Ungheria ha formulato una timida protesta, ma il presidente armeno Serzh Sarkisian è arrivato a dichiarare che Erevan è “pronta alla guerra” pur di lavare l’onta subita. Sullo sfondo della vicenda c’è la questione irrisolta del Nagorno Karabakh, la provincia a maggioranza armena che si è dichiarata unilateralmente indipendente dall’Azerbaigian. Baku sostiene che, per inquadrare il gesto di Safarov, è necessario valutare il fatto che l’uomo è originario di quella provincia e ha subito i danni della guerra che negli anni ’90 ha provocato qualcosa come 30mila morti e centinaia di migliaia di profughi. Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian è ancora aperto, seppure congelato da un fragile cessate-il-fuoco costantemente violato. Rasmussen ha voluto soffermarsi sulla questione del Nagorno Karabakh. “Due cose sono chiare. La prima è che non c’è una soluzione militare. La seconda e che l’unico modo per andare avanti è attraverso il dialogo e la cooperazione”. Anche le Nazioni unite ieri hanno espresso preoccupazione per le nuove tensioni nella regione. L’Onu ha ribadito che, sul Nagorno Karabakh, “non c’è alternativa a un accordo di pace”. L’Azerbaigian, dal canto suo, sul caso Safarov non intende fare alcun passo indietro. Sul sito internet di Aliev sono state pubblicate molte lettere di cittadini che si congratulano per la liberazione del killer. “L’estradizione e la grazia all’ufficiale dellì’esercito nazionale Ramil Safarov ci hanno commossi, come giovani, e ha riempito l’intera naziona di orgoglio e di gioia”, ha scritto la coordinatrice del club giovanile della città di Ganja Kifayat Amirova.

