di Giuliano Bifolchi –
Si è svolto a Roma il Convegno “20 settembre prima pietra sul TAP, una nuova frontiera per l’Azerbaigian e l’Europa” organizzato dall’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo (ISIAMED) in collaborazione con l’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia e la Sezione Interparlamentare di Amicizia Italia – Azerbaigian.
L’iniziativa, programmata durante il Semestre di guida italiana della Unione Europea, si innesta nel quadro della Dichiarazione Congiunta di Partenariato Strategico adottata a metà luglio dal Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e dal Primo Ministro italiano Matteo Renzi e mira ad evidenziare le opportunità strategiche offerte dalla realizzazione del gasdotto Trans Adriatico.
Il Convegno ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Marina Sereni, vicepresidente della Camera dei deputati, Vaqif Sadiqov, ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian, Gunter Seymous, State Oil Company of Azerbaijani Republic (SOCAR) Energy Switzerland, Sergio Divina, presidente della Sezione di Amicizia Interparlamentare Italia – Azerbaigian, Ettore Rosato, Comm. Affari costituzionali, Camera dei Deputati, Marietta Tidei, Commissione Attività Produttive, Camera dei deputati , Riccardo Migliori, presidente del Coordinamento Interparlamentare di Isiamed, Nona Mikhelidze, ricercatrice IAI – Istituto Affari Internazionali, Jean Leonard Touadi, Esperto di Politica estera.
Il progetto TAP prevede la realizzazione di un gasdotto che trasporterà il gas naturale azerbaigiano dal deposito di Shah Deniz situato sul Mar Caspio verso il mercato europeo. Congiungendosi con il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) alla zona di confine tra Grecia e Turchia, TAP attraverserà la Grecia settentrionale, l’Albania e l’Adriatico per approdare sulla costa meridionale italiana e collegarsi alla rete nazionale. L’inizio dei lavori di costruzione del gasdotto è previsto nel 2016.
Una volta realizzato, TAP costituirà il collegamento più diretto ed economicamente vantaggioso alle nuove risorse di gas dell’area del Mar Caspio, aprendo il Corridoio Meridionale del Gas, una catena del valore del gas lunga 4.000 chilometri, che si snoderà dal Mar Caspio all’Europa.
Il progetto, in previsione di necessità future, ha previsto un grado di flessibilità elevato per quanto riguarda la possibilità di soddisfare la domanda di eventuali volumi aggiuntivi. Inizialmente TAP avrà una capacità di trasporto di 10 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, ma nel vicino futuro, grazie all’aggiunta di altre due stazioni di compressione, la quantità trasportata potrà essere duplicata fino a 20 miliardi di metri cubi, a fronte di ulteriori forniture disponibili nella più vasta area caspica.
Il gasdotto Trans Adriatico sfrutterà il “reverse flow” (flusso fisico inverso) che, in caso di interruzioni di fornitura a monte o richiesta di una maggiore capacità per volumi aggiuntivi, permetterà di attivare il flusso contrario del gas dall’Italia all’Europa sudorientale.
L’importanza di TAP a livello europeo è stata dimostrata nei giorni scorsi dall’ingresso della Enagas, compagnia spagnola specializzata nella distribuzione del gas naturale attiva all’interno della Penisola Iberica ed in America Latina, nel progetto. Con il 16% delle azioni acquisite da Enagas, e grazie al contemporaneo passaggio dal 16% al 19% da parte di Fluxys, TAP è riuscita quindi a sopperire all’uscita da parte della E.ON e della Total (per maggiori informazioni leggere Nuovi azionisti per il progetto TAP).
L’Amministratore delegato di TAP Italia, Giampaolo Russo, nei giorni scorsi ha rilasciato una serie di dichiarazioni che prendevano in esame l’impatto del gasdotto sul suolo nazionale, a fronte delle numerose critiche mosse da parte degli ambientalisti e dei comuni pugliesi situati nella zona interessata dal progetto, dichiarando la volontà di TAP di essere parte del processo di crescita del territorio.
Occorre ricordare che nella prima metà di settembre il gasdotto Trans Adriatico aveva ricevuto l’approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Governo Italiano; il ministro dell’Ambiente italiano, Gianluca Galletti, aveva firmato il Decreto della compatibilità ambientale del progetto per la sezione italiana del gasdotto il quale, secondo quanto espresso da TAP AG sul proprio sito web, confermava il rispetto della legislazione ambientale italiana e dell’Unione Europea e sottolineava la volontà di seguire i requisiti internazionali sanciti dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD).
Analizzando l’impatto economico del gasdotto russo ha dichiarato che “…TAP nella Strategia energetica nazionale è indicato, unico gasdotto, come principale contributore della riduzione del costo della materia prima, una riduzione stimata in 4,1 miliardi di euro. Ed è significativo che tutta la capacità di trasporto di Tap sia stata già venduta per 25 anni. Evidentemente chi ha acquistato ritiene di aver fatto un affare a prescindere dalle previsioni sull’andamento futuro dei consumi di gas. Infine per l’Italia ci sono i circa 200 milioni di euro di tariffe di transito che Snam Rete Gas riscuoterà su quella parte del gas destinato ai mercati dell’Europa occidentale…”.
Un progetto quindi utile a migliorare il mercato energetico nazionale italiano e che permetterà all’Europa di diversificare le proprie rotte di approvvigionamento di gas naturale diminuendo la dipendenza dalla Federazione Russa, in particolar modo a fronte degli attriti nati con lo scoppio della crisi ucraina che hanno visto Bruxelles, sulla stessa riga di Washington, emettere sanzioni ai danni di Mosca.

