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Chowdhury Tamim AhmedE’ con tutta probabilità Tamim Ahmed Chowdhury la mente dell’attacco jihadista del primo luglio all’hotel Artisan Bakery di Dacca, dove sono rimasti uccisi 22 stranieri tra i quali 9 italiani, colpevoli di non aver saputo recitare versetti del Corano.

Il nome di Chowdhury, 30enne, era stato fatto da subito dagli inquirenti: si tratta di un bengalese rientrato dal Canada, dove viveva, il quale era noto per le sue posizioni radicali ed era stato con tutta probabilità a combattere in Siria, nelle fila dell’Isis. Negli ultimi tempi aveva lavorato per riunire una cellula di jihadisti in Bangladesh rendendola la diramazione dell’Isis nel paese orientale. Ha doppia cittadinanza, ora è ricercato in tutto il paese.

Gli inquirenti ritengono che Chowdhury aveva incontrato il commando in un rifugio nella regione di Kalyanpur, dove erano stati progettati altri attentati eclatanti, anche in collaborazione con altre formazioni jihadiste del paese.

Gli italiani uccisi dal commando jihadista erano Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti, imprenditori e commercianti specie del campo del tessile e dell’abbigliamento che si erano dati appuntamento al ristorante per una cena.