di Guido Keller

Stavano per colpire nuovamente, questa volta a Bruxelles, nella notte di capodanno, ma la polizia è riuscita ad intervenire in tempo e ad arrestare due individui su cui grava la certezza che stessero per compiere un attentato, definito dalla Procura “imminente”. Il blitz antiterrorismo è stato portato a termine nella provincia del Brabante Vallone e a Liegi, nell’est del paese, ed ha portato al fermo di sei persone, di cui quattro rilasciate dopo essere state interrogate.

Dei due non sono risultati collegamenti con gli attentati di Parigi, ma nelle perquisizioni sono stati trovati materiale informatico, divise mimetiche e volantini di propaganda, ma non esplosivi ed armi. Ora sono accusati di preparazione di attentati, partecipazione a un gruppo terroristico e reclutamento con lo scopo di compiere atti terroristici.

A distanza di poco tempo un’auto con targa francese, una Opel, ha tentato di forzare un posto di blocco e di investire gli agenti. Subito ne è nato l’inseguimento lungo la zona commerciale di Ixelles fino a quando l’auto è rimasta bloccata dalla barriera delle due corsie di marcia: i due occupanti si sono messi a sparare contro gli agenti, che hanno risposto al fuoco riuscendo ad intercettarli e a condurli al commissariato.

Bruxelles è così piombata nuovamente nella paura a poco più di un mese dai fatti di Parigi e dall’individuazione delle cellule terroristiche radicate proprio nella capitale belga, nei quartieri ad alta concentrazione di islamici. E a un mese dall’allarme rosso che ha comportato la chiusura dei centri di aggregazione come stadi, teatri, scuole e dello stop dei mezzi pubblici.

La cellula terroristica è stata colpita ma forse non smantellata, mentre è certo che Salah Abdeslam, il latitante numero uno delle stragi di Parigi, abbia ormai lasciato il paese riuscendo ad eludere lo sbarramento dei controlli.