di Guido Keller –
E’ ancora terrorismo in Belgio, dove un uomo ha urlato “Allah akbar” ed ha ferito con un machete due poliziotte prima di venire ferito mortalmente da un loro collega, che ha aperto il fuoco per fermarlo.
Il fatto è avvenuto verso le 16.00 di ieri in boulevard Pierre Mayence, nel centro di Charleroi, ad una sessantina di chilometri a sud di Bruxelles, e delle due agenti una risulta essere in gravi condizioni, mentre l’altra ha riportato ferite lievi.
Il terrorista, un algerino di 33 anni già conosciuto per reati comuni e mai espulso nonostante l’immigrazione illegale, è riuscito ad eludere i controlli predisposti presso il locale commissariato nonostante avesse un borsone con il quale trasportava l’arma e, colpito con l’arma di ordinanza del poliziotto, è poi deceduto in ospedale.
Il premier belga è immediatamente rientrato dalle vacanze ed ha convocato una riunione dei servizi di sicurezza: a caldo ha dichiarato che “L’assalitore non è stato ancora identificato, ma sembra essere di nuovo un attacco con connotazione terrorista”.
Il ministro dell’Interno Jan Janbon ha riunito l’antiterrorismo.
Attacchi simili si sono svolti in passato il 13 giugno a Magnanville, nell’hinterland di Parigi, dove il 25enne Larossi Abballa ha ucciso con un coltello due poliziotti; il 19 luglio in Germania, sul treno regionale in viaggio tra Treuchtlingen a Wuerzburg, dove un giovane di 17 anni di nazionalità afghana ha estratto un’ascia e un coltello ed ha ferito cinque persone; il 6 dicembre 2015 a Londra, dove un 29enne ha tentato di sgozzare, ferendolo in modo grave, un 56enne presso la fermata Leytonstone della metropolitana; il 25 maggio 2013 a Parigi, nel quartiere de La Defense, un nordafricano ha ferito alla gola con un machete un militare francese, sempre nel tentativo di sgozzarlo; il 24 maggio 2013 a Londra, nel quartiere Woolwich, dove al gruppo di “Allah Akbar” Michael Adebolajo e Michael Adebowale, allora rispettivamente di 28 e 22 anni, hanno decapitato un militare, il 25enne Lee Rigby; il 21 dicembre 2014 un giovane di 20 anni si scagliato contro gli agenti del commissariato di Joué-lès-Tours, in Francia, urlando “Allah akbar e ferendo un agente al volto, prima di essere neutralizzato dai colleghi; il 24 ottobre 2014 a New York un musulmano radicale, Zale Thompson, ha attaccato con un’ascia quattro agenti; il 26 luglio 2016 i 19enni Adel Kermiche e Abdel Malik Nabil Petitjean hanno sgozzato in chiesa durante la messa padre Jacques Hamel, nella cittadina francese di Saint-Étienne-du-Rouvray.
Risale al 13 novembre 2014 il messaggio audio del “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi con il quale raccomandava ai “lupi solitari” e alle “cellule in sonno” di colpire e di portare il terrore in occidente ed annunciava la prossima “marcia dei mujaheddin, che continuerà finché non arriveremo a Roma”. Anche Abu Muhammad al-Adnani, portavoce dell’Isis e di recente individuato anche come il comandante delle operazioni terroristiche in occidente, aveva detto in un suo messaggio che “Se non riuscite a trovare una bomba o un proiettile… usate la vostra auto e investiteli”.

