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Il parlamento birmano ha preso la clamorosa decisione di estromettere dalla candidatura alle presidenziali la nota leader delle opposizioni e Premio Nobel Aung San Suu Kyi. Tecnicamente il numero di 388 parlamentari su 664 non è stato sufficiente ad approvare l’emendamento che avrebbe eliminato il potere di veto dei militari, in quanto la maggioranza richiesta era di 498 voti. Il veto comporta, fra le varie cose, la preclusione a chi ha consorte o figli stranieri di presiedere la Repubblica dell’Unione della Birmania (Myanmar), e la leader del partito “Lega nazionale per la democrazia” è vedova di Michael Aris, studioso inglese di cultura tibetana e professore a Oxford, nonché madre di due figli avuti con lui.
In Birmania vige la Costituzione voluta nel 2008 dai militari, che sono al potere dal 1962 dopo il golpe del generale Ne Wi che depose il governo democraticamente eletto.
Alle prime elezioni libere del 2011 ha vinto il partito di regime Usdp, e presidente è divenuto Thein Sein, ex generale.
