TMNews, 18 gen 13 –

La Birmania ha annunciato oggi la fine dell’offensiva contro i ribelli della minoranza etnica dei Kachin nell’estremo nord del Paese, qualche ora dopo un appello in tal senso della camera bassa del Parlamento. L’esercito “cesserà le sue operazioni militari” contro i ribelli, ha dichiarato in un comunicato il ministero dell’Informazione. L’intensificazione dei combattimenti a fine dicembre aveva sollevato crescenti preoccupazioni nella comunità internazionale. Da tre settimane si era intensificato il conflitto fra l’Esercito per l’indipendenza kachin (Kia) e i soldati birmani. E’ l’ultima guerra civile ancora in corso nel Paese, un problema che rende fragile il governo riformatore che siede a Naypyidaw da circa due anni. I ribelli “devono ordinare alle loro truppe di non attaccare più gli uomini di Tatmadaw”, ha precisato il ministero utilizzando il nome ufficiale dell’esercito birmano, chiedendo anche la fine del blocco delle strade e delle ferrovie. Nel pomeriggio, la camera bassa del Parlamento aveva chiesto “alle organizzazioni responsabili e al governo di avviare il dialogo non appena possibile dopo l’arresto immediato dei combattimenti”, secondo i termini del presidente della camera, l’ex generale Shwe Mann. Il presidente Thein Sein aveva ordinato un anno fa all’esercito di sparare solo in caso di legittima difesa. Ma il conflitto, che aveva ripreso nel giugno 2011, dopo 17 anni di tregua, non era mai cessato. Mentre il governo ha firmato degli accordi con la maggior parte dei gruppi etnici ribelli, non ha fatto progressi in tal senso con i Kachin nonostante numerose sessioni di negoziati. Lunedì, i ribelli avevano accusato i militari di aver ucciso tre civili e di averne feriti diversi altri in un attacco contro la città di Laiza, situata alla frontiera cinese e che ospita il quartier generale dei kachin. Il governo ha negato qualsiasi coinvolgimento dell’esercito in queste “esplosioni”.