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“Giuro di essere fedele al popolo della Repubblica birmana”: con queste parole solenni Htin Kyaw, il primo presidente della Birmania eletto in modo realmente democratico dopo 54 anni di dittature militari, ha giurato oggi di fronte al Parlamento a Naypyidaw, capitale amministrativa del paese.
Economista, 69 anni, braccio destro di Aung San Suu Kyi e soprattutto un civile: è questo il ritratto di Kyaw, eletto dal Parlamento lo scorso 15 marzo con 360 voti su 652.
L’elezione era scontata, poiché il suo partito, la “Lega per la democrazia”, aveva ottenuto un’ampia maggioranza parlamentare in occasione delle elezioni legislative del 2015. Meno scontato è stato il fatto che gli apparati militari abbiano accettato senza colpo ferire il passaggio ad una democrazia piena.
Immediatamente dopo il voto il nuovo presidente aveva dichiarato che “E’ la vittoria della nostra sorella Aung San Suu Kyi! Per il popolo”.
Htin Kyaw è affiancato da due vicepresidenti, da Myint Swe, il candidato dei militari (213 voti) e da Henry Van Tio (79 voti), dello stesso partito del presidente.
Suu Kyi non ha potuto correre alla carica di presidente, in quanto nel 1990 la giunta militare ha introdotto una legge costituzionale ad hoc che impedisce l’assunzione della presidenza a persone che abbiano parenti con cittadinanza straniera: la leader della Lega per la democrazia è vedova del britannico Michael Aris, ed i figli Alexander e Kim hanno anche cittadinanza britannica.
A Kyaw toccherà per prima cosa mettere mano alle attesissime riforme costituzionali e strutturali del complesso paese asiatico, che conta 50 milioni e mezzo di abitanti, ma con un reddito pro capite di 1,300 dollari.
