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kokang ribelliSi intensificano gli scontri nel nord-est della Birmania, dove l’esercito di Naypydaw sta attaccando i ribelli delle regioni della minoranza Kokang, che peraltro gode già di un’ampia autonomia amministrativa dal 2010: al momento di parla di 150 vittime, ma a preoccupare è l’esodo dei profughi diretto verso la Cina, già 30mila secondo diverse fonti.

Alla base delle tensioni vi è l’uccisione di 47 militari governativi, ma anche la vera e propria dichiarazione di guerra di Peng Jiasheng, 84enne leader di una minoranza che prima di essere etnica è politica. I Kokang, ovvero l’Alleanza democratica nazionale birmana, sono infatti un gruppo maoista in passato sostenuto dalla Cina, di fatto uno stato nello stato, il cui primo introito è rappresentato dal traffico e dalcommercio dell’oppio.

Nell’area il governo centrale ha importanti interessi commerciali, per cui era solo questione di tempo perché si arrivasse ad uno scontro: il 10 febbraio il presidente Thein Sein ha proclamato la legge marziale nell’area.