Bolivia. La stretta di Paz sulla crisi: pronta la legge per lo stato di emergenza

di Giuseppe Gagliano –

La Bolivia compie un passo che potrebbe segnare una svolta nella crisi politica e sociale che da oltre un mese paralizza il Paese. Il presidente Rodrigo Paz ha promulgato la legge che disciplina lo stato di emergenza, dotando il governo dello strumento giuridico necessario per attivarlo rapidamente attraverso un decreto supremo da sottoporre entro 72 ore all’Assemblea Legislativa.
La misura arriva mentre il Paese è attraversato da proteste, blocchi stradali e gravi difficoltà nell’approvvigionamento di carburante, alimenti e servizi essenziali. Secondo il governo, la nuova normativa consentirà di affrontare minacce alla sicurezza nazionale, disordini interni e situazioni di emergenza. Paz ha sostenuto che l’obiettivo è proteggere la popolazione e difendere il processo democratico da tentativi di destabilizzazione, evocando anche il rischio del narcoterrorismo.
La crisi ha già prodotto effetti significativi nelle principali aree urbane, in particolare a La Paz ed El Alto, dove i blocchi hanno compromesso il trasporto pubblico, la distribuzione di beni essenziali e l’attività di strutture sanitarie e scolastiche. La Bolivia, fortemente dipendente dalle reti stradali per i collegamenti interni, risulta particolarmente vulnerabile a questo tipo di mobilitazione.
La scelta del governo divide il Paese. Da una parte l’esecutivo rivendica la necessità di ristabilire l’ordine e garantire la continuità dei servizi pubblici. Dall’altra opposizioni, sindacati e organizzazioni per i diritti umani temono che la nuova legge possa favorire un eccessivo rafforzamento del potere esecutivo e limitare le libertà civili.
Particolare attenzione è rivolta al ruolo delle Forze Armate, chiamate dal presidente ad agire con fermezza nel rispetto della Costituzione e dei diritti umani. Un richiamo che in America Latina assume inevitabilmente una forte valenza politica, alimentando il dibattito sul rischio di una progressiva militarizzazione della gestione della crisi.
La legge potrebbe facilitare la rimozione dei blocchi e il ripristino della normalità, ma non affronta le cause profonde del malcontento sociale, legate al costo della vita, ai salari, alla carenza di carburante e alle contestazioni contro le politiche economiche del governo. Per molti osservatori la vera sfida sarà trasformare questo strumento straordinario in un mezzo per riaprire il dialogo politico e non in un fattore di ulteriore polarizzazione.
La Bolivia si trova così davanti a un passaggio decisivo: utilizzare l’emergenza per ricostruire la governabilità o rischiare che la crisi sociale si trasformi definitivamente in una crisi di sicurezza nazionale.