di Paolo Menchi –
La Central Obrera Boliviana (COB), principale organizzazione sindacale del Paese, ha annunciato la rottura definitiva del dialogo con il governo guidato dal presidente Rodrigo Paz e ha avvertito che le proteste contro l’eliminazione del sussidio ai combustibili potrebbero trasformarsi in una vera e propria “rivoluzione nazionale”. La decisione arriva in un contesto di forte crisi economica e politica, che sta mettendo sotto pressione l’esecutivo boliviano.
Nel corso delle ultime giornate, i sindacati affiliati alla COB hanno intensificato le mobilitazioni, con oltre 50 blocchi stradali in diverse regioni del Paese, colpendo duramente il settore dei trasporti e il commercio interno. Il segretario esecutivo della COB, Mario Argollo, ha duramente criticato il mantenimento del Decreto Supremo 5503, definito incostituzionale e “svenduto agli interessi stranieri”. Secondo Argollo, il Governo avrebbe respinto la proposta sindacale di rivedere la norma, limitandosi a difenderne l’impianto generale.
Il decreto, emanato il 17 dicembre, ha fissato nuovi prezzi dei carburanti: 6,96 boliviani al litro per la benzina speciale, 11 boliviani per la benzina premium e 9,80 boliviani per il diesel. Gli aumenti, rispettivamente dell’86% e del 162% rispetto ai prezzi sovvenzionati in vigore da oltre vent’anni, hanno scatenato un forte malcontento sociale. Argollo ha dichiarato che non si tratta più solo di marce o blocchi isolati, ma di una mobilitazione nazionale per difendere il futuro del Paese e delle prossime generazioni.
Le proteste hanno interessato in particolare l’asse La Paz–El Alto, dove maestri, commercianti e organizzazioni di quartiere hanno bloccato la principale autostrada. La COB accusa il Governo di aver tradito il mandato popolare e di non ascoltare le richieste del “popolo mobilitato”. Nonostante l’esecutivo abbia accettato di modificare alcuni articoli del decreto e ribadisca la disponibilità al dialogo, i sindacati insistono sull’abrogazione totale della norma come condizione imprescindibile per qualsiasi trattativa futura.












