di Ehsan Soltani –
Nei giorni scorsi era circolata la notizia, specie sulla stampa iraniana, che il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino si sarebbe rifiutata di indossare il velo nella sua visita ufficiale in Iran: la stampa della Repubblica islamica aveva spiegato che il capo cerimoniale aveva portato nell’aereo appena atterrato tre veli per farli scegliere al ministro, ma Bonino si era rifiutata di indossarli. Nessuna sorpresa: il ministro ha notoriamente nel suo curriculum importanti battaglie per l’emancipazione della donna e, ha poi proseguito la stampa, a nulla sarebbe valsa la richiesta del capo cerimoniale di rispettare le usanze del luogo. Non solo, Bonino gli avrebbe risposto che neppure le delegazioni iraniane rispettano le usanze dell’Italia quando si recano in visita, tant’è che verrebbero disertati i pranzi ufficiali nel momento in cui vengono serviti i vini, ovvero prodotti che sono parte integrante della cultura italiana.
L’agenzia Jahan News ha poi riportato che il capo cerimoniale avrebbe comunicato la cosa al ministro Javad Zarif e che lo avrebbe invitato a intervenire di persona, ma questi, adirato, avrebbe affermato che se la donna non avesse indossato il velo, sarebbe stata respinta ed il programma di visita annullato. L’agenzia ha poi comunicato che Bonino avrebbe chiamato l’Italia e con uno scatto di nervosismo, dopo essersi accesa le consuete due o tre sigarette, avrebbe accettato di indossare il velo e, munita di copricapo, sarebbe scesa dal velivolo.
Le foto circolate in seguito dimostrano tuttavia che si è trattato di una bufala, in quanto appare evidente che Bonino è scesa dall’aereo e si è recata in albergo senza velo. Lo ha poi indossato negli incontri con le autorità religiose, come d’altro canto è d’uso quando le signore sono in visita dal pontefice.

