Ansa –
Un parlamentare bosniaco, noto esponente del Partito d’azione democratica (Sda, musulmano), Semsudin Mehmedovic, e’ stato fermato oggi dall’Agenzia statale per le investigazioni e la protezione (Sipa) perche’ indagato per crimini di guerra perpetrati a Tesanj, in Bosnia centrale, nei primi anni della guerra nel Paese balcanico (1992-95). A Mehmedovic vengono attribuiti i reati di detenzione illegale e maltrattamenti di civili serbi nella stazione di polizia di Tesanj al fine di estorcere deposizioni dai prigionieri, ha detto la portavoce della Sipa, Kristina Jozic, precisando che l’inchiesta coinvolgera’ altre tre persone. Jozic ha inoltre accusato la Procura di Sarajevo di ostruzionismo delle indagini avviate dalla Sipa lo scorso settembre. L’anno scorso, dopo l’avvio delle indagini, Mehmedovic, affermando che le accuse a suo carico erano ”montate”, aveva sporto a sua volta una denuncia penale a carico del direttore della Sipa, il serbo Goran Zubac, accusandolo di crimini di guerra nell’area di Sarajevo, e precisamente di aver ucciso un musulmano a Ilidza, alla periferia di Sarajevo, solo per provare una pistola ricevuta in regalo da un ufficiale della Jna, l’ex esercito della Federazione jugoslava. Mehmedovic ha recentemente ripetuto le accuse mosse a Zubac dopo che alcuni media serbi avevano lanciato l’ipotesi di un collegamento del parlamentare musulmano con la notevole quantita’ di razzi anticarro, sottoterrati e ritrovati 10 giorni fa nei dintorni di Tesanj. Oggi la Procura statale ha precisato in un comunicato di non aver ammesso alcuna ordinanza per l’arresto di Mehmedovic e che il procuratore in carica, entro le 24 ore previste dalla legge, decidera’, in base alle prove del caso presentate dalla Sipa, come procedere, senza sottostare a pressioni di qualunque tipo.

