TMNews, 14 nov 12 –
Duro monito dell’Onu alla leadership dei serbi di Bosnia: è ora di smetterla di usare un linguaggio “incendiario”, evocando la secessione e mettendo in pericolo l’esistenza del piccolo stato balcanico, che dall’anno del sua creazione, il 1995, non è mai riuscito ad affermarsi. L’inviato Onu in Bosnia, e i rappresentanti di Gran Bretagna e Stati Uniti hanno dichiarato che gli inviti alla secessione della Republika Srpska mettono rischio gli sforzi del paese per entrare nela Ue e e nella Nato. Valentin Inzko, inviato internazionale in Bosnia-Erzegovina, ha detto che la “retorica” e le “dichiarazioni incendiarie” del leader dei Serbi di Bosnia Milorad Dodik sono diventate più aspre negli ultimi sei mesi. “Come si rispondere a un politico di primo piano che dice che la Bosnia Erzegovnia lo disgusta e spera con tutto il suo cuore che vada a pezzi prima possibile?” ha detto Inzko stanotte a una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Al rapporto di Inzko è allegata una serie di dichiarazioni di Dodik, presidente dell’entità serba, la Republika Srpska, in cui questi invita alla secessione dalla Federazione croato-musulmana. “Sono del tutto convinto che la Republika Srpska un giorno emergerà come paese indipendente” ha dichiarato Dodik a ottobre. “La Bosnia Erzegovina è uno stato marcio, che non merita di esistere” ha detto in un’altra occasione. Ricordando un tentativo dei serbi di Bosnia di sciogliere le forze armate bosniache, Inzko rileva “questa sfide sono sufficientemente preoccupanti da richiedere un’attenzione particolare” del Consiglio di Sicurezza.
La Bosnia è stata divisa in due entità semi-autonome, serba e croato-musulmana, al termine della guerra del 1992-95 che vide musulmani, serbi e croati combattere l’uno contro l’altro. Ma oggi il debole governo centrale non riesce a guidare il paese. E’ “del tutto inaccettabile che 17 anni dopo la guerra, qualcuno metta ancora in questione” l’esistenza della Bosnia, ha detto la vice ambasciatrice Usa all’Onu Rosemary DiCarlo. “L’intensificazione delle retorica nazionalista e le sfide allo Stato” mirano a minare gli accordi di Dayton, che nel 1995 diedero vita alla Bosnia, ha detto il vice ambasciatore all’Onu delal Gran Bretagna Michael Tatham. La Bosnia deve essere unita per entrare nell’Unione Europea, ha aggiunto. L’ambasciatore tedesco all’Onu Peter Wittig ha detto che Inzko ha fornito “un’analisi relativamente cupa” degli sforzi di Sarajevo per completare le riforme. La Francia ha condannato gli “eccessi” nazionalistici e la crescente tensione, ma il suo vice ambasciatore al Palazzo di Vetro Martin Briens ha definito “eccessive” le preoccupazioni espresse da Inzko. A prendere le difese dei serbi di Bosnia l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, che ha definito “allarmistico” il rapporto di Inzko, ha detto che la Republika Srpska crede nel diritto internazionale e negli accordi di Dayton e has piegato che il deterioramento in Bosnia negli ultimi mesi è dovuto al peggioramento delle relazioni tra i due principali partiti non serbi.

