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Continuano i disordini e le proteste in Bosnia dopo che ieri diversi manifestanti sono scesi in piazza contro la crisi economica, la povertà, la disoccupazione e la corruzione dilagante.

Diversi palazzi governativi sono stati dati alle fiamme a Sarajevo ed in altre città, mentre il bilancio parla di centinaia di feriti, più della metà poliziotti, e di arrestati; nei cortei di protesta si sono infiltrati anche ultras del tifo del calcio e persino spacciatori, tanto che sono stati sequestrati 12 chilogrammi di metanfetamina. Una quindicina dei feriti destano in gravi condizioni, mentre gli esecutivi cantonali di Zenica e Tuzla, secondo le richieste dei dimostranti, si sono comunque dimessi ieri.

Per l’esponente musulmano della presidenza tripartita Bakir Izetbegovic, “la violenza non è una soluzione, ma almeno obbligherà i politici ad affrontare più seriamente la situazione nel Paese”.

La Bosnia resta il paese della ex Yugoslavia in maggiore difficoltà, anche se sta compiendo importanti sforzi per avvicinarsi all’Unione europea.