di Valentino De Bernardis –
A meno di sei mesi dal successo elettorale dell’ottobre dello scorso anno, nel Partito Democratico del Botswana (Bdp) del presidente Ian Khama iniziano a manifestarsi i primi malcontenti nella gestione del potere all’interno dello stesso. Questa volta il mal di pancia è venuto all’ala giovanile del Bdp, riunitasi al 29° congresso a Masunga il 7 febbraio, per il rinnovo del comitato esecutivo.
Lo scrutinio ha confermato il presidente uscente Andy Boatile mentre la carica di segretario generale ha visto la vittoria di Simon Mavange. Per quanto concerne le cariche di tesoriere, vice presidente e vice segretario, sono stati eletti all’unanimità rispettivamente Tuelo Metseyabeng, Khumo Lekoko, One Lekau e Kudzani Tobokani
La riconferma di Boatile, per un secondo mandato di altri due anni, non è stata scevra di pesanti accuse di brogli e presunte ingerenze della direzione centrale che certamente lasceranno, nel lungo periodo, pesanti strascichi dalla portata incalcolabile.
In termini numerici, Boatile è riuscito ad aggiudicarsi 212 voti dai delegati, contro i 140 del favorito Thabo Autlwetse e 51 di Mpho Setuke. Il quarto candidato Jerry Chitube è stato invece arrestato dagli agenti della sicurezza quando le elezioni erano già iniziate, senza che le accuse nei suoi confronti fossero rese pubbliche.
L’arresto di Chitube potrebbe aver rappresentato la miccia che ha innescato le aspre polemiche e accuse che hanno successivamente accompagnato l’ultima parte del congresso. Molti delegati hanno denunciato ai media la collusione di Boatile con la leadership de partito per mantenere la posizione, nonché le costanti intimidazioni ricevute dalla direzione generale al momento della scelta dei delegati nelle diverse circoscrizioni, che hanno conseguentemente portato al boicottaggio come segno di protesta dei delegati del Mogoditshane, Gabane / Mmankgodi e Francistown East. Altre accuse riguardano invece il metodo di svuotamento delle urne, che non sarebbe stato effettuato secondo la regolamentazione interna.
A provare a calmare gli animi all’interno del movimento giovanile è intervenuto direttamente il presidente Khama, attaccando duramente “le voci impegnate a gettare discredito sul partito”, ed anzi invitando il fronte a ricompattarsi per essere parte attiva e propositiva al congresso generale del Bdp, previsto nel mese di luglio. Khama inoltre ha sottolineato come il governo in carica abbia annoverato tra le sue priorità le tematiche riguardanti i giovani, per renderli parte integrante del conteso socio-politico-economico del paese.
L’intervento del presidente in prima persona non è riuscito comunque a calmare il malessere interno, tanto che decine di membri della sezione giovanile del Bdp hanno minacciato di dimettersi e unirsi all’opposizione, per le ingerenze del partito sul movimento giovanile. A conferma della tensione latente, il 12 febbraio il parlamentare del Francistown South, Wynter Mmolotsi, ha confermato come si sono intensificati i contatti tra i partiti d’opposizione legati sotto la sigla Udc (Umbrella for Democratic Change – Udc) e alcuni membri del fronte giovanile del Bdp. Sebbene sia presto per poter dire che in Botswana stia nascendo una valida e credibile alternativa di governo, non si può ignorare il malessere e la richiesta di maggiori spazi politici da coloro che rappresentano la futura classe dirigente del paese. Il rischio concreto per il Bdp è di non fermare l’emorragia di voti che si è registrata nella perdita di 6 punti percentuali tra le elezioni del 2009 e quelle del 2014 (dal 53,26% dei voti al 46.7%).
Twitter: @debernardisv

