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Non è bastata la riduzione del prezzo dei trasporti per placare la protesta in Brasile, dove già un milione di persone hanno risposto alla proposta del gruppo Movimento Passe Livre, che si batte per l’abolizione del biglietto sui mezzi pubblici, di manifestare in oltre ottanta città di ogni dimensione.

Il tutto è iniziato proprio dall’aumento del costo dei biglietti dei mezzi pubblici e da lì si è passati alla protesta per le ingenti spese in vista dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi del 2016, eventi sportivi per i quali sono stati già stanziati 15 mld di dlr, risorse tolte alla già sgangherata struttura sociale brasiliana.

Nei giorni scorsi vi sono stati imponenti cortei di protesta, manifestanti si sono scontrati con la polizia, vi è stata l’occupazione simbolica del parlamento nazionale a Brasilia e persino assalti a colpi di molotov e bastoni ai parlamenti statali di Rio e San Paolo.

Rui Falcao, presidente del Partito di Lavoratori al quale aderiscono sia l’ex presidente Lula che quello attuale Dilma Rousseff, ha fatto sapere di voler scendere in piazza accanto ai manifestanti, ma le manifestazioni sono del tutto apartitiche ed anzi, denunciano proprio la corruzione che si deve al sistema dei partiti.