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Il terrorista italiano Cesare Battisti, condannato con sentenza definitiva in Italia per quattro omicidi e rifugiatosi in Brasile dove ha potuto contare sulla protezione del presidente Brasiliano, Ignacio Lula da Silva, torna a far parlare di sé: beffardamente prenderà parte al VI forum dell’Università Federale di Santa Catarina, durante il quale terrà una lezione dal titolo “Quem tiem direito ao viver”, ossia “Chi ha il diritto di vivere”. Battisti, che per la lectio riceverà una diaria di 1500 rial (500 euro), in Italia ha partecipato all’uccisione o ha ucciso materialmente il 16 febbraio del 1979 Pierluigi Torregiani, gioielliere ammazzato durante una rapina, e Lino Sabbadin, un macellaio iscritto all’Msi; il 6 giugno 1978 la guardia carceraria Antonio Santoro; il 19 aprile 1979 l’agente della Digos Andrea Campagna.
Battisti, che era membro dei Proletari Armati per il Comunismo, è evaso dal carcere nel 1981, quindi è fuggito in Francia, poi in Messico e poi di nuovo in Francia, dove è rimasto fino al 2004 quando è stata concessa l’estradizione. Scampato all’arresto, è fuggito in Brasile dove è stato arrestato nel 2007: il 13 gennaio 2009 il Brasile gli ha accordato lo status di rifugiato per il “fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche”. Che, guarda caso, erano le stesse del presidente Lula.

