di Giuseppe De Santis –
Gli automobilisti brasiliani sono tra i pochi al mondo a non aver risentito in modo significativo dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Ciò è dovuto al largo impiego dell’etanolo, utilizzato come carburante sia in forma pura sia miscelato con la benzina.
L’uso dell’etanolo ricavato dalla canna da zucchero risale agli anni Settanta, quando la giunta militare brasiliana, per ridurre la dipendenza dal petrolio e proteggere il Paese dagli effetti dell’embargo petrolifero seguito alla guerra dello Yom Kippur, ne promosse l’impiego come alternativa ai combustibili fossili. Da allora il Brasile è diventato uno dei maggiori produttori mondiali di etanolo derivato dalla canna da zucchero.
Ora il governo brasiliano punta a compiere un ulteriore passo avanti, avviando la costruzione del primo impianto sperimentale al mondo in grado di produrre elettricità utilizzando l’etanolo. Se il progetto dovesse dimostrarsi efficace, potrebbe avere importanti ricadute sul settore energetico internazionale.
L’impianto sarà realizzato dalla società brasiliana Suape Energia in collaborazione con la finlandese Wartsila. Nei prossimi anni le due aziende analizzeranno i dati raccolti per valutare la sostenibilità tecnica ed economica della tecnologia. L’obiettivo è integrare questi generatori con impianti solari ed eolici, in modo da garantire la produzione di energia elettrica anche nei periodi di assenza di sole o vento.
Per il momento si tratta di un progetto sperimentale, ma un eventuale successo potrebbe assicurare al Brasile significativi vantaggi economici e rafforzarne ulteriormente il ruolo nel settore delle energie alternative.












