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Cesare Battisti, l’ex terrorista del gruppo eversivo “Proletari armati per il comunismo” e condannato in contumacia all’ergastolo per aver commesso quattro omicidi, verrà espulso dal Brasile, dove nel 2009 gli è stato accordato lo status di rifugiato politico.
Ne ha dato notizia il sito Estadao citando fonti giudiziarie, mentre l’avvocato del terrorista, Igor Sant’Anna Tamasauskas, ha comunicato che “ci è stata data comunicazione, ma non c’è ancora alcuna data”.
Battisti deve scontare due ergastoli e svariati anni di prigione in quanto ha ucciso il 6 giugno 1978 a Udine Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria, il 16 febbraio 1979 a Milano Pierluigi Torregiani, gioielliere, il 16 febbraio 1979 a Santa Maria di Sala, Lino Sabbadin, macellaio, il 19 aprile 1979 a Milano, Andrea Campagna, agente della Digos.
Arrestato a Rio de Janeiro nel 2007, Battisti è rimasto in Brasile su interessamento dello stesso l’ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, che ha rifiutato la richiesta di estradizione dell’Italia in quanto vi era il timore di “persecuzione del Battisti per le sue idee politiche”.
A decretare l’espulsione del terrorista è stato il giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu, il quale ha affermato che ”Si tratta del caso di un cittadino straniero con una situazione irregolare che, in quanto condannato per crimini nel suo Paese di origine, non ha diritto a rimanere in Brasile. Pertanto annullo l’atto di concessione della residenza di Cesare Battisti in Brasile e chiedo che venga applicato il procedimento di espulsione”. Il magistrato ha precisato che ”Gli istituti di espulsione e estradizione sono ben distinti. L’espulsione non contraddice la decisione del presidente della Repubblica di non estradare, visto che non è necessaria la consegna del cittadino straniero al suo Paese di origine, in questo caso l’Italia, potendo essere espulso verso un altro Paese disposto ad accoglierlo”.
Sarà ora da vedere dove andrà Battisti per sfuggire alle maglie della legge italiana.

