Notizie Geopolitiche

Continuano a non presentarsi sotto i migliori auspici i Giochi olimpici che prenderanno il via tra un mese in Brasile, dove si fanno sentire in modo marcato i continui scioperi ed i gravissimi scandali legati alla politica, con tanto di presidente Dilma Rousseff sospesa per la richiesta di impeachment e il paese retto dal vicepresidente Michel Temer, indagato pure lui.

Rousseff da canto suo ha detto ai suoi che “Tornerò nel mese di agosto, aggiusterò il paese e porrò fine a queste parole di odio e di razzismo che hanno contribuito a organizzare un colpo di stato… Ripristineremo i diritti della popolazione e aggiusteremo l’economia di questo paese”.

Tuttavia il vero ostacolo è proprio il 20 agosto, giorno in cui il Senato è chiamato a votare se destituirla definitivamente o meno: il suo nome è legato al colossale scandalo Petrobras, ma l’accusa è quella di aver truccato in occasione della scorsa campagna elettorale i conti dello Stato per far figurare un andamento dell’economia che in realtà non c’era.

Oggi a dire agli sportivi e ai tifosi “Benvenuti all’inferno” (com’era sugli striscioni) sono stati gli agenti di polizia, che a Rio de Janeiro hanno manifestato per protestare contro i salari bassi e costantemente in ritardo: per garantire la sicurezza di mezzo milione di appassionati e di 10mila atleti saranno mobilitati dovrebbero 65mila poliziotti e 20mila militari, ma gli striscioni esposti oggi all’aeroporto della città riportavano “Poliziotti e pompieri non sono pagati. Chi viene a Rio non è sicuro” e “Non preoccupatevi, solo 54 poliziotti sono stati uccisi in questo anno olimpico”.

La protesta va avanti da una settimana e, oltre che per gli stipendi (oggi sono stati stanziati 833 milioni di euro), i poliziotti hanno denunciato la scarsità degli equipaggiamenti e la mancanza di carburante per le auto.