di Vincenzo Tartaglia –
Il “Corridoio Biooceanico”, che collegherà gli stati del Brasile, Paraguay, Argentina e Cile rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi degli ultimi decenni in Sudamerica. Come riportato dai quotidiani ABC Mercosur e BioBioChile, con una lunghezza di oltre 2.400 km l’autostrada sarà uno strumento geopolitico che mira a ridurre i costi logistici, facilitare l’accesso dei mercati dell’Asia-Pacifico, integrare e collegare l’Oceano Pacifico con l’Oceano Atlantico e rafforzare il Mercosur.
L’autostrada, ideata e progettata nel 2017, inizia dal porto brasiliano di Santos e attraverserà la città di Campo Grande, successivamente attraverserà il centro paraguaiano di Mariscal Estigarribia, le città argentine di Salta e San Salvador de Jujuy per poi concludersi nei porti cileni di Antofagasta e Iquique.
Il faraonico progetto è stato altresì elogiato dal presidente del Cile, Gabriel Boric Font, il quale ha affermato che tale autostrada farà da volano allo sviluppo regionale, sudamericano e faciliterà lo scambio di merci.
Il Paraguay ha investito di recente ben 750 milioni di dollari in vari lavori di potenziamenti infrastrutturali nella regione del Chaco, tra cui la sezione dell’autostrada bioceanica, mentre procedono anche i lavori di costruzione del ponte tra Carmelo Peralta e Puerto Murtinho, che collegherà la sezione paraguaiana con la sezione brasiliana. Lo ha confermato il ministro dei Lavori Pubblici e delle Comunicazioni, Claudia Centurión, in una intervista per la Agencia de Información de Paraguay.
Alla strategica autostrada hanno mostrato forte interesse e volontà di fare investimenti anche gli stati della Bolivia e Cina. Il ministro della Pianificazione e del Bilancio brasiliano, Simone Nassar Tebet, ha annunciato che l’autostrada dovrebbe essere completata ed entrare in funzione nel maggio del 2026.












