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A neanche due mesi dall’inizio dei Mondiali di calcio si fa sentire in Brasile, per la precisione a Salvador de Bahia, nel Nordest del paese, lo sciopero degli agenti di polizia: in soli tre giorni nella città sono moltiplicati i reati, con saccheggi ovunque e 39 omicidi, al punto che il governo centrale ha dovuto inviare, come ha spiegato lo stesso presidente Dilma Rousseff, “l’invio di truppe federali per rafforzare la sicurezza pubblica e assicurare la pace a Bahia”: “E’ inammissibile – ha aggiunto il presidente – che la popolazione di Bahia corra dei rischi”.
Al momento si parla di una cinquantina di arrestati per saccheggi e il governo dello Stato di Bahia ha definito “illegale e incostituzionale” lo sciopero, che “reca pregiudizio diretto alla popolazione”.
Anche il tribunale dello Stato ha multato gli scioperanti, infliggendo ammende fino 50.000 reais (16mila euro) al giorno ai sindacati degli scioperanti. La polizia in linea di principio non può scioperare in Brasile e secondo il tribunale lo sciopero pregiudica “il diritto costituzionalmente garantito alla sicurezza pubblica”.
Durante i mondiali di calcio, Salvador de Bahia ospiterà sei partite e le squadre di Spagna, Germania, Svizzera, Francia, Olanda, Portogallo, Iran e Bosnia.

