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Dopo le pesanti proteste di maggio degli indios contro i lavori per la costruzione della diga di Belo Monte, nei pressi di Vitoria do Xingu, nella parte sud-orientale dello stato amazzonico di Parà, e soprattutto dopo – è il caso di dirlo – un “monte” di denunce, oggi il tribunale dello Stato amazzonico ha chiuso i cantieri in quanto si è ritenuto che il consorzio costruttore non abbia fornito “sufficienti” garanzie alla popolazione locale riguardo salute, educazione e fornitura di acqua.

Una volta costruita, la diga di Belo Monte sarà la terza al mondo per dimensioni, dopo quella delle Tre Gole in Cina e di Itaipù, alla frontiera tra Brasile e Paraguay: nelle intenzioni del governo dovrebbe contribuire all’autosufficienza energetica del paese.