di Enrico Oliari –
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano si è incontrato oggi al Brennero con l’omologo austriaco Wolfgang Sobotka per fare il punto sui controlli di frontiera annunciati da Vienna. Presenti anche i governatori dell’Alto Adige Arno Kompatscher, e del Tirolo austriaco Günther Platter.
Alfano ha ribadito la necessità della cooperazione fra i due paesi per far fronte ai flussi migratori, ravvisando tuttavia che non è necessario introdurre controlli e barriere che poi si rivelerebbero deleteri per i traffico commerciale e dei cittadini. Ha quindi ricordato che “è di 14 miliardi il volume degli scambi commerciali fra l’Italia e l’Austria”, in crescita continua rispetto agli anni precedenti.
Il ministro ha sostenuto la necessità di stabilizzare la Libia al fine di evitare la partenza dei migranti, ma ha risposto alla richiesta dell’Austria, manifestata nei giorni scorsi, di fare i compiti a casa, affermando che “Accoglieremo i migranti, ma li accoglieremo dove vorremo noi”.
Ora che il centrosinistra al governo dell’Austria dovrà appoggiare al ballottaggio i Verdi di Alexander van der Bellen e non più cercare di carpire i voti della destra nazionalista di Norbert Hofer, vincitore del primo turno, c’è un’imbarazzante marcia indietro di Vienna, per cui Sobotka si è mostrato concorde con Alfano nell’affermare che “Grazie all’impegno dimostrato in queste settimane dall’Italia per intensificare i controlli sui treni diretti in Austria, per il momento non si rende necessaria la costruzione di una barriera al Brennero”.
Da notare che i controlli sui treni diretti inAustria ci sono da diversi mesi: a Trento solitamente salgono poliziotti italiani, austriaci e tedeschi.
Una bocciatura alle iniziative austriache – a dire il vero opportunamente formulate nel periodo della campagna elettorale – è arrivata anche dal Consiglio Ue, dove è stato stabilito che Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia potranno mantenere i controlli in atto, ma solo per altri sei mesi, periodo non procrastinabile.
I paesi avevano sostanzialmente chiesto a Bruxelles una formula che permettesse l’introduzione di nuovi controlli anche ad altre frontiere (Brennero compreso) senza dover seguire tutta la procedura preventiva prevista da Schengen, che riporta la necessità del rischio comprovato di gravi disordini interni.
Intanto Frontex ha segnalato che lo scorso aprile, per la per la prima volta dal giugno del 2015, il numero degli arrivi in Italia ha superato quello della Grecia, dove sono giunti 2.700 migranti contro quelli passati dalla “rotta” del Mediterraneo centrale, 8.370.
Si tratta prevalentemente di eritrei, egiziani e nigeriani, ma “non ci sono segnali di un significato spostamento di migranti dalla rotta del Mediterraneo orientale”.

