di Notizie Geopolitiche –
Il ministero del Tesoro di Londra ha reso note in un comunicato le conseguenze che potrebbe avere la Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, sull’economia del paese secondo i diversi scenari analizzati dagli esperti del dicastero.
A rendere pubblica la nota sono stati il primo ministro britannico, David Cameron ed il cancelliere George Osborne; secondo le previsioni si rischierebbe un crollo del Pil di almeno 3.6 punti percentuali entro il primo anno ed un incremento dell’inflazione del 2%, il valore della sterlina calerebbe del 12% mentre quello dei beni immobiliari del 10%, con circa mezzo milione di persone che perderebbe il proprio posto di lavoro, riducendo il reddito medio annuale delle famiglie inglesi di approssimativamente 4.300 sterline.
Questo è però solo lo scenario considerato “più realistico”, nell’ipotesi peggiore il crollo dell’occupazione ammonterebbe a 800.000 unità con un calo del Pil nazionale di oltre il 6%.
Il referendum che si terrà il 23 giugno prossimo, quando tutti i cittadini britannici saranno chiamati a decidere sulla permanenza o meno nell’Ue, sarà quindi una data cruciale per il paese che, nel caso decidesse per l’uscita, si troverebbe ad affrontare molte incognite che potrebbero avere effetti devastanti sul proprio sistema economico e su quello di tutta Europa.

