di Enrico Oliari

Il premier Matteo Renzi ha ricevuto oggi nella suggestiva cornice di Villa Pamphilj la collega britannica Theresa May, che tra i compiti ha quello di guidare il paese nella fase della Brexit e quindi di trattare con ogni singola nazione dei Ventisette e con Bruxelles a 360 gradi i rapporti bilaterali.

Renzi, come hanno già fatto il capo della Commissione Jean Claude Juncker, Angela Merkel e Francoise Hollande, ha chiesto a May “buon senso, tempi chiari e certezza percorso”, aggiungendo che quanto risultato dal referendum in Gran Bretagna “è una decisione che ci dispiace ma è una decisione del popolo britannico che noi rispettiamo”: ora vi è – ha aggiunto “la necessità di lavorare insieme per rendere il più possibile chiaro e senza incertezze il cammino del Regno Unito dopo la decisione del popolo britannico”.

Occorre infatti uscire quanto prima dal clima incerto che si è venuto a creare, dando così stabilità alla politica e ai mercati.

Tuttavia per Renzi è anche l’occasione “per rilanciare l’Europa e gli ideali europei. Ci auguriamo che una scelta che ci fa male possa nascere del bene per il Regno Unito e per le istituzioni europee”.

“La Brexit è la Brexit – ha continuato, ora la priorità è lavorare insieme anche perché emerga un messaggio di amicizia che possa valere anche per il futuro”.

Il premier ha reso noto che nel corso dell’incontro si è parlato del tema dell’immigrazione: “Abbiamo parlato di migranti, della necessità di lavorare insieme sul Migration compact, sulle politiche per l’Africa, sull’immigrazione”, per cui “pensiamo si debba avere grande umanità per salvare le vite e ci vuole una politica europea di rispetto delle regole, rimpatri decisi dall’Europa e collegare gli aiuti europei per lo sviluppo alla collaborazione nel settore migratorio”.

Da parte sua May, che ha spiegato il proposito di “trasformare la Brexit in un successo”, ha voluto “assicurare” che i diritti dei cittadini italiani residenti in Gran Bretagna saranno rispettati nella misura in cui “verranno garantiti i diritti dei cittadini britannici” in Italia, “nella stessa maniera”.

“Lasceremo l’Unione Europea per rispettare il volere dei britannici – ha spiegato – ma continueremo ad essere parte dell’Europa e vogliamo rispondere alle sfide globali, comprese quelle del terrorismo e dell’immigrazione” insieme.

May ha detto che dalla Libia partono il 90 per cento dei migranti diretti in Europa, per cui serve “rafforzare le operazioni navali” internazionali e sostenere la Guardia costiera libica nel contrasto alle “organizzazioni criminali”.

Ha poi detto che “Preserveremo le relazioni economiche le più strette possibili” con l’Europa, e l’Italia è l’ottavo nostro partner commerciale, con un interscambio di “24 miliardi nel 2015”. “Ci vorrà tuttavia tempo per strutturare la natura di una nuova relazione tra i due Paesi”, ha aggiunto.

In merito al tema della libera circolazione delle persone ha sottolineato che “dovremo cercare di sviluppare un modello che sia più adatto sia al Regno Unito che alla Ue” proprio per rispettare il voto degli elettori, mentre in tema di terrorismo ha affermato la necessità di “potenziare l’azione dei servizi” di intelligence “condividendo più velocemente le informazioni”.

Sulla Libia May ha indicato l’importanza di sostenere il premier del governo riconosciuto, frutto delle mediazioni Onu, Fayez al-Sarraj, al fine di riportare la stabilità nel paese e di evitare che si trasformi in una base dell’Isis.