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E’ stato rilasciato Faycal Cheffou, il giornalista free lance arrestato a Bruxelles il 26 marzo perché scambiato per il terzo uomo inquadrato dalle telecamere dell’aeroporto Zaventem di Bruxellles in compagnia dei kamikaze Ibrahim el-Bakraoui e Najim Laachraoui, pochi istanti prima della strage.
Cheffou, ritenuto comunque vicino all’Islam radicale, in passato era stato accusato di ricettazione, associazione a delinquere e persino di essere coinvolto in un omicidio. Ma è stato appurato non essere “l’uomo con il cappello” apparso nelle inquadrature, per cui la Procura ha emesso oggi un comunicato in cui si legge che “La polizia sta cercando di identificare l’uomo (ripreso dalle telecamere, ndr.). Egli è sospettato di aver commesso l’attentato all’aeroporto di Zaventem martedì, 22 marzo 2016. Se riconoscete questa persona o se disponete di informazioni riguardo all’attacco, si prega di contattare gli investigatori tramite il numero verde 0800.30300. Discrezione assicurata”.
Khalid el-Bakraoui, fratello di Ibrahim e kamikaze alla stazione metro di Maalbek, è invece risultato essere transitato per l’aeroporto di Treviso la scorsa estate: lo hanno rivelato fonti dell’antiterrorismo a Sky Tg24, le quali hanno indicato che il terrorista ha fatto scalo con un volo Rayan Antonio Canova il 23 luglio, diretto in Grecia. Solo cinque giorni dopo Salah Abdeslam, ora agli arresti per aver preso parte alle stragi di Parigi del 13 novembre, è transitato per il porto di Bari, sempre proveniente dalla Grecia: nel suo appartamento ad Atene sono state trovate mappe dell’aeroporto di Bruxelles, un ulteriore segno del collegamento fra le due stragi.

