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E’ un giornalista, un free lance, il terzo uomo ripreso dalle telecamere dell’aeroporto Zaventem di Bruxellles in compagnia dei kamikaze Ibrahim el-Bakraoui e Najim Laachraoui, pochi istanti prima dell’attentato di martedì: si tratta di Faycal Cheffou, ed è stato riconosciuto dal tassista che inconsciamente ha portato il commando di terroristi allo scalo.

Conosciuto come integralista, aveva condotto in passato servizi di denuncia dei presunti soprusi sulla comunità islamica della capitale belga, come i pasti serviti ai detenuti prima della fine del ramadam. Ma era noto anche alle forze dell’ordine, in quanto accusato i ricettazione, associazione a delinquere e persino di omicidio. Nel 2002 suo fratello Karim era rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con gli agenti che perquisivano casa sua poiché sospettato di essere l’autore di una rapina a mano armata.

Nel 2003, in un’altra perquisizione della casa conseguente ad un omicidio, dalla cucina di Faycal Cheffou saltarono fuori divise militari, passamontagna e manette, materiale rubato alla stazione di polizia di Molenbeek.

Due giorni fa è stato fermato nel suo quartiere e condotto in custodia perché sospettato di avere a che fare con le stragi di Bruxelles, ed oggi è arrivata la conferma.

Intanto ad Atene, nella casa dove ha abitato la mente delle stragi di Parigi del 13 novembre Abdelhamid Abaaoud, sono state trovate mappe dell’aeroporto di Bruxelles, un ulteriore indicazione del collegamento fra i due attacchi.

Gli inquirenti ritengono invece che non vi sia un collegamento tra l’omicidio di Didier Prospero, una guardia della centrale nucleare di Charleroi: la Procura del re ha anche smentito che all’uomo sia stato sottratto il badge, peraltro inutilizzabile.

La tesi del possibile obiettivo della centrale nucleare era stata sostenuta dal sito di informazione Derniere Heure, che aveva dato la notizia secondo cui il direttore del programma di ricerca della centrale nucleare sarebbe stato seguito da una cellula terroristica.