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La polizia ha arrestato a Bellizzi, in provincia di Salerno, un franco-algerino sospettato di essere in qualche modo coinvolto nelle stragi di Parigi del 13 novembre e di Bruxelles del 22 marzo. Si tratta del quarantenne Djamal Eddine Ouali, sul quale pendeva un mandato di arresto europeo spiccato dalla Procura belga. Il sospetto è che l’uomo avesse l’incarico di produrre i documenti falsi per gli attentatori, poiché in una perquisizione effettuata nell’ottobre 2015 a Saint-Gilles, un sobborgo di Bruxelles, vennero sequestrate un migliaio di immagini riferibili a falsi documenti d’identità, di cui le foto e i documenti dei tre terroristi Soufiane Kayal, alias utilizzato da Najim Laachroui, uno dei due kamikaze dell’aeroporto di Bruxelles, di Samir Bouzid, alias utilizzato da Mohammed Belkaid, l’uomo rimasto ucciso nel blitz che ha portato alla cattura di Abdeslam Salah, e di Yassine Baghli, alias utilizzato da Salah.
In Germania, a Giessen (50 chilometri da Francoforte) è invece stato fermato il 28enne marocchino Mohammed Lahlaoui, anche lui sospettato di avere a che fare con le stragi di Parigi e Bruxelles. Era in possesso di una patente di guida italiana falsa. Fino al 2014 aveva vissuto per 7 anni a Vestone, in provincia di Brescia, dove aveva accumulato numerosi precedenti penali. Era giunto in Italia clandestino e in un primo tempo aveva abitato con la madre, ma poi era stato incriminato di numerosi reati quali tentato omicidio, porto d’armi abusivo e al furto. Infine era evaso dagli arresti domiciliari, per cui era stato condotto in carcere a Mombello. Nel 2014, ricevuto il foglio di espulsione, si era recato in Germania, ed anche lì aveva commesso diversi reati, fino a ricevere il foglio di espulsione dell’area Schengen, una misura alla quale Lahlaoui ha girato le spalle.
Nel suo cellulare la polizia tedesca ha trovato due messaggi che lo collegherebbero a Khalid el-Bakraoui, il kamikaze che il 22 marzo si è fatto esplodere nella fermata della metro Maalbeek, a Bruxelles, ma Der Siegel ha riportato che la polizia ritene che l’uomo sia stato collegato a Salah Abdeslam, uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi arrestato a Bruxelles il 18 marzo.
E’ stato inoltre appurato che quel giorno Lahlaoui si era presentato in ospedale a Bruxelles con una ferita da taglio, e si ritiene che fosse insieme al super ricercato poco prima dell’arresto nel quartiere Molenbeek.

