di Enrico Oliari –
È nuova bufera attorno a Vanessa Marzullo, la giovane rapita in Siria con l’amica e collega Greta Ramelli dai miliziani del Fronte al-Nusra lo scorso 31 luglio e liberata a metà gennaio, qualcuno dice dietro al pagamento di un riscatto (cosa smentita dalla Farnesina): in un’intervista rilasciata a Paolo Berizzi per Repubblica la cooperante avrebbe (il condizionale è d’obbligo) dichiarato l’intenzione di recarsi, nonostante tutto, nuovamente in Siria: “Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l’ultimo. Continuiamo a spenderci in questa causa nobile (di portare aiuti umanitari, ndr.). Appena potremo, non so ancora quando, se ci sarà ancora bisogno, e purtroppo è così, in Siria potremmo anche tornarci”.
Marzullo, che ha definito “fantasiose e offensive” le informative dei Carabinieri del Ros secondo le quali le due consegnavano kit di salvataggio ai combattenti, ha affermato di non sapere nulla del riscatto e che nelle mani dei rapitori “È stato difficile. Ma siamo state trattate bene. Mai subito abusi né violenze. Né ricevuto direttamente minacce di morte. Siamo state fortunate. Credo ci sia molta differenza tra come vengono trattati gli uomini e le donne”.
Nell’intervista la cooperante ha detto di provare “Vergogna non come la intendono tutti quelli che ci hanno buttato addosso palate di fango, gratuito e stupido. L’effetto di quel fango sta passando. Te lo togli via perché sai che è fango strumentale, nato più che altro da beghe politiche. La vergogna che intendo è un’altra. È andare in giro e vedere che uno ti guarda in faccia con l’aria di chi pensa: “Eccola, adesso è qua. Beata e tranquilla. Ma se non c’era lo Stato che pagava… Se non c’eravamo noi cittadini che pagavamo…”. È una sensazione difficile da spiegare”.
Come era da immaginarsi l’intervista ha scaturito immediatamente un fiume di polemiche, con esponenti di partito che hanno invitato le due a restituire i soldi impegnati per la loro liberazione prima di ripartire o addirittura di essere disposti a dar vita ad una sottoscrizione “per un biglietto di sola andata”.
In un comunicato della Farnesina si legge che “In merito alle polemiche in corso seguite alle dichiarazioni odierne attribuite a Vanessa Marzullo, l’Unità di Crisi della Farnesina ricorda che sin dall’inizio della crisi ha ripetutamente invitato i connazionali a lasciare la Siria, Paese considerato da non visitare e dove elevatissimo è il rischio di rapimenti, attentati e violenze. Analoghe indicazioni sono rivolte anche alle Organizzazioni non governative che intendano inviare loro operatori nel Paese per missioni umanitarie o di qualsiasi tipo”.
Tuttavia i famigliari hanno smentito la realizzazione dell’intervista: “Vanessa non ha fatto nessuna intervista, anzi è stata proprio rifiutata a quel giornalista che poi ha pubblicato l’articolo, quindi ciò che è stato scritto o detto non è affatto vero. Smentiamo tutto”.
Berizzi, il giornalista, ha ribattuto che è stato “pubblicato quanto lei mi ha detto sabato scorso nel corso dell’intervista avvenuta nella trattoria del padre”.
Da canto suo Greta Ramelli ha ribadito di non avere “alcuna intenzione di tornare in Siria mentre ho invece l’aspirazione di intensificare le mie attività di volontariato in Italia”.

