Ansa, 27 gen 13 –

In Bulgaria si sono aperte le urne per un referendum sulla costruzione di una seconda centrale nucleare. Si tratta del primo referendum nel Paese balcanico dopo la caduta del comunismo nel 1989. Quasi 7 milioni di elettori sono chiamati a rispondere con un ‘si’ o un ‘no’ alla domanda: ‘L’energia nucleare dovrebbe essere sviluppata in Bulgaria attraverso la costruzione di una nuova centrale nucleare?’. Il referendum, in sostanza, è stato convocato per decidere sulla realizzazione di una seconda centrale nucleare, quella di Belene sul Danubio, un progetto bulgaro-russo bloccato nel marzo scorso dal governo conservatore di Boyko Borissov ma sostenuto dall’opposizione di sinistra e dai nazionalisti di Ataka. La consultazione è stata promossa dal Partito socialista, che ha raccolto per essa oltre 500 mila firme. Oltre 13 mila poliziotti sono mobilitati per garantire la sicurezza nelle oltre 11.600 sezioni elettorali di 264 Comuni in tutto il Paese. Apertisi alle 06:00 locali (05:00 in Italia) i seggi chiuderanno alle 19:00 (18:00 in Italia), a meno che non ci siano elettori in attesa. In tal caso si prolunga l’orario di chiusura, ma non oltre le 20:00 locali (19:00 in Italia). Nella giornata di oggi è proibita la vendita nei negozi e il consumo nei locali pubblici di bevande alcoliche. I sondaggi prevedono che il referendum non sara’ valido, con un’affluenza alle urne che non dovrebbe superare il 35% degli elettori, una percentuale non sufficiente, dato che dovrebbero votare, secondo le leggi, circa 4,3 milioni di elettori, poco più del 60% degli aventi diritto al voto, ovvero quanti hanno votato alle ultime elezioni parlamentari nel 2009. Sempre secondo i sondaggi, il 62,5% di coloro che si recheranno alle urne voteranno a favore della centrale di Belene, mentre il 37,5% voteranno contro. Anche se il referendum non è valido, un’altra regola del voto prevede che se votasse almeno il 20% degli elettori e la metà di essi si pronunciasse a favore della costruzione della centrale di Belene, il parlamento sarà obbligato, entro tre mesi dopo il voto, a riesaminare la questione sul nucleare in Bulgaria.