di Enrico Oliari –

Dopo il golpe militare di settembre, è il terrorismo qaedista a scuotere da ieri sera il Burkina Faso: in circa quindici individui mascherati e armati fino ai denti hanno preso d’assalto tre edifici frequentati soprattutto da stranieri occidentali e da personale Onu, l’hotel Splendid, l’hotel Ybi e il caffè-ristorante “Le Cappuccino”, nella capitale Ouagadougou.

I terroristi hanno prima fatto esplodere due autobombe, quindi sono penetrati nelle tre strutture ed hanno sequestrato gli occupanti. Allo Splendid era in corso una cena con decine di invitati organizzata dall’Asecna, l’Agenzia per la sicurezza della navigazione aerea in Africa e Madagascar.

Dopo due ore un blitz delle teste di cuoio ha permesso la liberazione dei 126 ostaggi dello Splendid, tra i quali vi era il ministro dei Lavori pubblici, Clement Sawadogo, e le fonti ufficiali parlano di tre terroristi uccisi, due africani e un arabo. I morti sarebbero 27 di 18 nazionalità.

La situazione al “Capuccino” e all’hotel Ybi non è ancora sotto il pieno controllo. Il Cafè è di proprietà di un italiano e si trova sulla centralissima Avenue Nkrumah, accanto all’Hotel Splendid. L’Unità di crisi della Farnesina ha avviato i controlli per verificare l’eventuale coinvolgimento di italiani.

Le autorità ritengono che l’attacco sia stato portato a termine dai qaedisti di al-Mourabitoun, gruppo già autore di numerosi attacchi simili tra cui l’ultimo in novembre in Mali, dove a Bamako hanno assaltato l’hotel Radisson sequestrando 170 persone. Nel gennaio 2013 il gruppo jihadista ha attaccato l’impianto di gassificazione di In Amenas in Algeria, azione costata la vita a 39 persone.

Leader di al-Mourabitoun sarebbe il superterrorista algerino Mokhtar Belmokhtar, dato però per morto nel giugno 2015 in Libia per via dell’attacco di un drone Usa. E’ noto come “Mr. Marlboro” in quanto finanziava la lotta jihadista in Mali, Algeria e Libia con il contrabbando di sigarette, ma anche di droga.

Il Burkina Faso è un paese dell’entroterra dell’Africa occidentale di circa 17,5 milioni di abitanti, indipendente dalla Francia dal 1960. Presidente è Roch Marc Christian Kaboré, al potere dopo il golpe del generale Gilbert Diendéré del 17 settembre 2015 con il quale è stato rovesciato Michel Kafando, poi riportato al potere per poche settimane al fine di indire elezioni democratiche.

Kafando era alla guida del paese dal 2004, quando una sollevazione popolare aveva posto fine alla presidenza del dittatore Blaise Compaoré, al potere da 27 anni, sostenuto da Usa e Francia e soprattutto assassino del popolarissimo Thomas Sankara.