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Dopo il golpe militare dello scorso 30 ottobre che ha rovesciato il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, è l’ex diplomatico Michel Kafando ad assumere la carica di presidente del paese africano, mentre il tenente colonnello Isaac Zida, già vicecomandante della guardia presidenziale, ha ricevuto la nomina di primo ministro.

Kafando ha infatti dichiarato a Radio France International che le Forze armate “devono avere il proprio posto nella transizione in virtù del ruolo ricoperto nella stabilizzazione” del Burkina Faso, perlomeno fino al novembre 2015, quando, in base a ciò che è stato sottoscritto nella capitale Ouagadougou tra l’esercito e la politica, si terranno nuove elezioni ed avrà fine il governo di transizione.

A guidare il golpe sono stati il numero uno dell’esercito Honoré Traoré e il generale in pensione Kouamé Lougué, uomo influente allontanato nel 2003 da Campaoré per la sua vicinanza ideologica a Thomas Sankara, leader carismatico e molto apprezzato.

Campaoré era salito al potere nel 1987 dopo aver ucciso in seguito ad una discussione animata Thomas Sankara, di cui era uno degli uomini più vicini.

Alleato di Francia e Stati Uniti, l’ex presidente ha guidato il paese grazie ad una dittatura pressoché assolutistica per 27 anni, fino all’annuncio di una riforma costituzionale volta a consentirgli di continuare il mandato presidenziale, cosa che ha innescato le proteste della piazza e l’intervento golpista dei militari.

Al momento è dato in fuga con famigliari fedelissimi in Costa d’Avorio, aiutato dalla Francia.

Il livello di corruzione e di distribuzione di benefici e di prebende ai parenti aveva raggiunto livelli inaccettabili ed il fratello minore del presidente, uomo di potere, è stato arrestato all’aeroporto internazionale, mentre tentava di fuggire con valori.