Notizie Geopolitiche –
E’ caos in Burkina Faso, dove giovedì scorso i militari hanno compiuto un golpe e arrestato il presidente Michael Kafando e il premier Isaac Zida, bloccando di fatto la fase politica di transizione che doveva portare a breve alle elezioni.
Per il generale del reparto della Guardia presidenziale Gilbert Diendéré, che ha preso le redini del colpo di stato, era necessario porre fine alla “grave situazione di insicurezza pre-elettorale che ha prevalso in Burkina” e, come ha spiegato a Jeune Afrique, i militari sono intervenuti perché “l’autorità di transizione aveva adottato misure disciminatorie” e “per prevenire la destabilizzazione del Paese”.
Per quanto vicino all’ex presidente Campaorè, Diendéré ha negato che vi siano collegamenti fra lui e l’iniziativa dei militari.
Intanto nella capitale Ouagadougou continuano a manifestarsi proteste, con i molti sostenitori della transizione (e quindi del presidente e del premier deposti) che hanno alzato barricate in più punti della città e bloccato il traffico. Si stanno inoltre moltiplicando gli appelli alla disobbedienza civile.
In un hotel di Ouagadougou si sono svolti i colloqui fra Diendéré e i presidenti di Senegal, Macky Sall, e di Benin, Yayi Boni, per mediare la situazione, ma ancora non si sa se vi sono stati risultati e quali.
Il Burkina Faso, già Repubblica dell’Alto Volta, è un paese di 16 milioni e mezzo di abitanti. Indipendente dalla Francia dal 1960, ha conosciuto una serie di colpi di stati: 1966 (militari), 1980 (Saye Zerbo), 1983 (Thomas Sankara, a seguito di una sollevazione popolare), 1987 (Blaise Compaoré, che uccide Sankara), 2014 (sollevazione popolare, Compaoré lascia il potere ai militari del colonnello Isaac Zida, il premier oggi arrestato).

