California. Incendi: Le vittime sono 31. Trump, ‘basterebbe usare il cervello’

di Giacomo Dolzani – 

Continua a bruciare la California e, di conseguenza, aumenta di ora in ora il numero dei morti, che oggi è arrivato a 31, ai quali si aggiungono poi i 228 dispersi dei quali non si conosce ancora il destino.
I vigili del fuoco impegnati nella lotta agli incendi che stanno devastando da nord a sud lo stato americano sono oltre 2.200, ai quali si aggiungono centinaia di uomini della guardia nazionale, ma per ora la gran parte dei roghi è ancora fuori controllo, il principale dei quali sta minacciando la capitale, Sacramento, e ha già ridotto in cenere la cittadina di Paradise, 27.000 abitanti situata poco più a nord, la quale ha per ora pagato il prezzo più alto in fatto di vite umane, in totale 14 decessi.
Gli sfollati in tutta la California sono oltre 300.000, dei quali 170.000 residenti nella contea di Los Angeles.
A peggiorare la situazione ci sono i venti che a volte superano i 100km/h e la siccità, rendendo il lavoro dei vigili del fuoco oltre che più difficile anche estremamente più pericoloso.
Nonostante tutto questo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dall’Europa pensa principalmente a strumentalizzare il disastro in corso a fini politici, lanciando accuse contro il governo californiano per una “cattiva gestione dei parchi”, minacciando di tagliare i fondi e affermando che per fermare le fiamme basterebbe “usare un po’ di cervello”.
Dal canto loro le autorità locali hanno invece fatto presente al Tycoon che a bruciare sono principalmente le aree amministrate dal governo federale e non quelle statali, mentre gli ambientalisti associano a questo dilagare degli incendi i continui periodi di siccità che affliggono la regione e accusano Trump, da sempre restio ad ammettere l’esistenza di un cambiamento climatico in corso causato dell’uomo (principalmente per non ledere gli interessi delle grandi compagnie petrolifere americane), di non fare nulla per ridurre le emissioni di gas serra.