Notizie Geopolitiche –
Pochi giorni fa in Cambogia è stata approvata una legge, proposta dalla maggioranza guidata dall’ex (aveva poi disertato) Khmer rosso Hun Sen, oggi Primo ministro, che punisce con la reclusione fino a due anni chi nega il genocidio dal regime comunista di Pol Pot, avvenuto nella seconda metà degli Anni Settanta.
Tuttavia oggi i sostenitori del governo sono scesi in piazza in quanto uno degli esponenti delle opposizioni, il presidente del partito Cnrp, Kem Sokha, ha imputato non al regime, bensì al confinante Vietnam una serie di atroci torture avvenute nella prigione S-21 nella capitale Phnom Penh.
Famigliari delle vittime e sostenitori di Hun Sen si sono trovati quindi a protestare e a chiedere le scuse del leader del Cnrp.
