di Alberto Galvi –
Il Canada è sul punto di adempiere al suo progetto di accogliere entro la fine dell’anno 40mila afgani. L’impegno, assunto da Ottawa nell’agosto 2021 quando i talebani presero il potere in Afghanistan, era motivato dalle preoccupazioni per la sicurezza di coloro che avevano collaborato con i programmi canadesi e con l’ex governo afghano. Negli ultimi due anni il Canada ha portato a termine con successo il reinsediamento di almeno 39.730 afghani.
Più della metà di questi rifugiati sono attivisti per i diritti umani, giornalisti, gruppi di minoranze religiose ed etniche e persone omoaffettive. Tra i reinsediati in tutto il Canada almeno 17mila sono donne, molte delle quali ex dipendenti governative, ma vi sono anche deputati e attivisti della società civile. Altri 12mila afghani, che avevano lavorato per il governo canadese in Afghanistan prima del 2021, hanno trovato sicurezza in Canada attraverso uno speciale programma di visti di immigrazione
Il governo canadese ha stanziato circa 615 milioni di dollari in servizi per i rifugiati afghani, compreso un programma di sostegno al reddito della durata di 12 mesi che copre vitto, alloggio e assistenza sanitaria. Un aspetto distintivo dell’approccio canadese è la facilità con cui gli afghani diventano residenti legali permanenti al loro arrivo.
Il Canada ha una lunga storia di accoglienza dei rifugiati afghani sia prima che dopo la presa del potere da parte dei talebani. L’arrivo dei rifugiati ha rafforzato l’economia canadese. Dopo aver risieduto in Canada per cinque anni, di cui tre trascorsi all’interno del paese, questi residenti permanenti potranno richiedere la cittadinanza canadese.












