di C. Alessandro Mauceri –
Nei giorni scorsi si è svolta a New York la prima sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite in materia di droga: non si teneva da oltre due decenni. I rappresentanti dei paesi membri hanno approvato un accordo che conferma le politiche proibizioniste che vietano l’uso di droghe.
Ad avanzare la richiesta di interventi da parte dell’Onu erano stati prima di tutto Messico, Guatemala e Colombia, tra i paesi maggiormente colpiti dal narcotraffico. I leader dei tre paesi hanno chiesto una “soluzione umana” al problema della droga che vada oltre la criminalizzazione. “Finora, le soluzioni attuate dalla comunità internazionale sono stati francamente insufficienti”, ha detto il presidente messicano Enrique Peña Nieto all’Assemblea generale. “Dobbiamo andare oltre divieto di prevenzione efficace”, ha aggiunto annunciando che la sua amministrazione sta valutando la depenalizzazione del possesso di piccole quantità di marijuana e la legalizzazione della marijuana medica.
Anche in Canada l’uso della marijuana nelle terapie mediche è legale. Diversa la situazione per l’uso ricreativo di questa droga. Nel corso dei lavori, il ministro della Sanità canadese Jane Philpott però ha annunciato che il Canada depenalizzerà l’uso della marijuana per scopi ricreativi entro il 2017. Lo scopo dell’iniziativa, secondo Philpott, servirà ad evitare il consumo di droghe da parte dei minori e soprattutto ad evitare alla malavita organizzata di trarre profitto dai traffici illeciti. La discussione sulla legalizzazione delle droghe leggere in Canada era tornata ad infiammare gli animi dopo una sentenza emessa da un giudice della Corte federale, a marzo, riguardante il diritto dei pazienti di crescere la propria cannabis.
“Lavoreremo con i partner di applicazione di legge per incoraggiare le misure di giustizia penale adeguate e proporzionate”, ha detto. “Sappiamo che è impossibile arrestare la nostra via d’uscita da questo problema”. Alcuni esponenti del partito al governo durante la campagna elettorale dello scorso anno avevano promesso che sarebbero intervenuti per legalizzare la marijuana da diporto, seguendo l’esempio di stati americani come Washington e Colorado.

