di Guido Keller

La Catalogna spinge per la secessione dalla Spagna: una marea umana rosso-gialla fatta di un milione e 400mila catalani si è snodata lungo una delle principali arterie di Barcellona, la Meridiana, che attraversa la città. Il giorno è quello della festa “nazionale”, la Diada, che quest’anno coincide con l’avvio della campagna elettorale per le regionali del 27 settembre.

Per il leader degli indipendentisti Artur Mas il successo della manifestazione è un chiaro segnale politico dell’inizio della “disconnessione” da Madrid, dopo che nell’aprile 2014 il parlamento spagnolo ha bocciato, come pure la Corte costituzionale, il referendum che si è poi tenuto il 10 novembre, quando l’80,72 % dei 2 milioni di catalani (su 4,5 milioni di aventi diritto) si è detto favorevole per l’indipendenza.

“Disconnessione”, quindi, per arrivare secondo Mas all’indipendenza entro 18 mesi. Un sogno per le 1 milione e 400mila magliette bianche che lungo la Meridiana urlavano “Via Liuvre a la Republica Catalana” (Via Libera alla Repubblica Catalana), che tuttavia è destinato quasi certamente ad infrangersi sugli scogli di una Spagna che mai come oggi necessita dell’unità per superare la crisi economica.