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CentrafricaIl 29 e 30 novembre papa Francesco sarà in visita nella Repubblica Centroafricana, paese dai forti contrasti sociali ed etnici, per anni al centro di sconvolgimenti politici e di guerre civili.

La coalizione degli ex ribelli Seleka, oggi “Fronte popolare per la Rinascita”, ha invitato “i nostri connazionali tra cui i centrafricani di fede musulmana a partecipare in gran numero per testimoniare la nostra ospitalità, la nostra gratitudine e dimostrare a Papa Francesco che i problemi che viviamo nella Repubblica Centrafricana non sono problemi di carattere confessionale, ma problemi di cattiva governance”.

Il coordinatore del movimento, Moustapha Saboune, ha affermato in un comunicato che “Noi siamo convinti della necessità di incoraggiare il dialogo tra le diverse componenti della società centrafricana per la coesione sociale, il ritorno dei rifugiati, la creazione di istituzioni condivise per una transizione pacifica ed elezioni liberi e credibili”.

I Seleka, che sono a maggioranza musulmana, hanno preso il potere il 24 marzo 2013 con Michel Djotodia, rovesciando l’ex generale François Bozizé, sostenuto dalle milizie cristiane anti-Balaka. Il 10 gennaio 2014 gli stessi Seleka si sono ribellati a Djotodia; il Centrafrica, dopo aver avuto per un breve periodo come presidente Alexandre-Ferdinand Nguendet, il 20 gennaio 2014 ha eletto alla guida della Repubblica Catherine Samba-Panza, già sindaco della capitale Bangui, e premier Mahamat Kamoun.

Restano comunque tensioni quando non scontri fra gli ex-Seleha e gli ex Anti-Balaka.