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Il presidente della Francia Francois Hollande si è recato a Bangui, capitale della repubblica Centrafricana, dopo che gli scontri con gli ex ribelli Seleka, ormai ridottisi a bande che seminano sangue e terrore nel paese, hanno causato i primi due morti nel contingente francese.

Per ristabilire l’ordine nella ex colonia, Parigi ha infatti mandato 1600 soldati, ma fonti diplomatiche hanno riferito che i vertici militari non si aspettavano una situazione così difficile.

Il nuovo presidente Michel Djotodia, che ha preso il posto Francois Bozizè, non è riuscito a mantenere il controllo sulle proprie milizie Seleka e quindi a ristabilire l’ordine: gli ex ribelli si sono trasformati in bande armate che stanno terrorizzando il paese, tanto che la situazione è ormai al di fuori di ogni controllo, con case incendiate, morti lungo le strade, bambini rapiti e costretti a portare le armi.

Un diplomatico di Parigi ha spiegato che “Le condizioni di sicurezza a Bangui non sono affatto buone. Stanno migliorando ma è chiaro che i Seleka hanno nascosto armi in varie parti della città e che stanno usando false uniformi per farsi credere truppe regolari centrafricane”. Ha poi aggiunto che “ad essere onesti non ci aspettavamo questo genere di accoglienza”: “I nostri soldati avevano preparato piani ogni scenario possibile ma ci siamo trovati di fronte al più difficile tra quelli prevedibili”.